Dai risultati ad Assisi e Amelia emerge la necessità di un progetto riformista e radicato nei territori per il futuro della Regione
Non è un bilancio di facciata quello che arriva da Umbria Civica all’indomani delle elezioni comunali 2025. Il movimento tira le somme di una tornata che, tra vittorie, conferme e qualche rammarico, sembra rafforzare la convinzione che il futuro dell’Umbria passi sempre più da esperienze civiche forti, radicate e credibili.
A Assisi, il centrodestra ha perso per un soffio. Una sconfitta “amara” – la definiscono – ma che lascia in eredità segnali incoraggianti. In primis, il risultato della lista sostenuta da Umbria Civica, che sfiora il 13%, e quello dell’intera area civica, capace di raggiungere un solido 26%. Numeri che, secondo la dirigenza, confermano l’esistenza di “una base viva, concreta, e pronta a farsi carico di un nuovo progetto politico per l’Umbria”.
Il candidato sindaco Eolo Cicogna viene ringraziato con parole nette: un uomo delle istituzioni, sobrio e appassionato, capace di interpretare con serietà un’idea di impegno pubblico ormai lontana anni luce dalla politica-spettacolo.
Ma è Amelia a regalare al movimento la soddisfazione più grande. La lista Per Amelia, con a capo Avio Proietti Scorsoni, ha conquistato il governo della città. Un risultato che premia, a detta di Umbria Civica, “un candidato competente e stimato, che ha saputo intercettare il bisogno diffuso di pragmatismo e responsabilità”.
Nel comunicato firmato dal presidente Nilo Arcudi, dal segretario regionale Filippo Schiattelli e dai responsabili provinciali Lorenzo Schiarea (Perugia) e Andrea Di Fino (Terni), si ringraziano tutti i candidati sostenuti, sottolineando “la correttezza e la passione” che hanno animato la campagna elettorale.
Tra le note più liete anche quella di Giancarlo Cavallucci, eletto ad Assisi e tra i candidati più votati dell’intera coalizione: sarà lui a portare la voce di Umbria Civica in consiglio comunale, con l’impegno di tradurre in atti concreti la visione del movimento.
Il messaggio finale è chiaro: serve un nuovo modello di coalizione, “più moderno, più innovativo e davvero capace di rappresentare i cittadini”. Il civismo, da semplice supporto, si propone ora come baricentro. E da qui, per Umbria Civica, si riparte.


























