L’Assemblea legislativa vota all’unanimità la proposta che rafforza prevenzione, formazione e monitoraggio sul tema della violenza di genere. Assente la minoranza.
L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità — con i voti della sola maggioranza presente in Aula — la mozione dedicata all’introduzione e al potenziamento dei percorsi di educazione affettiva e sessuale nelle scuole del territorio. Il documento, promosso dalla consigliera Maria Grazia Proietti (PD) e sottoscritto da esponenti di PD, AVS, M5S e UDPP, mira a rafforzare gli strumenti regionali di prevenzione della violenza di genere attraverso un approccio educativo strutturato.
Il testo impegna la Giunta regionale ad avviare un Tavolo tecnico interassessorile (Istruzione, Sanità, Pari Opportunità) con il coinvolgimento dell’Ufficio scolastico regionale, delle Università, dei Centri antiviolenza e delle associazioni specializzate. Obiettivo: predisporre Linee guida regionali per uniformare e consolidare gli interventi nelle scuole umbre.
Le misure previste: formazione, coordinamento e osservatorio permanente
La mozione prevede interventi che interesseranno sia le politiche educative sia il sistema di prevenzione regionale. In particolare, la Giunta dovrà:
- inserire un capitolo dedicato alla prevenzione culturale nel Programma regionale 2026 sulla violenza di genere, con risorse vincolate e monitoraggio annuale;
- assicurare una copertura omogenea dei progetti formativi nelle scuole, rafforzando la formazione del personale scolastico e sanitario e il collegamento con consultori e servizi USL;
- istituire un Osservatorio regionale permanente sull’educazione affettiva, relazionale e di genere, incaricato di raccogliere dati e valutare l’efficacia delle politiche attivate;
- integrare la tematica dell’educazione affettiva e sessuale nei piani formativi regionali per insegnanti e operatori, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale e Villa Umbra.
Proietti: “Serve un impegno stabile per cambiare la cultura della violenza”
Presentando l’atto, la consigliera Proietti ha richiamato le parole di Guido Cecchettin, padre di Giulia, uccisa nel 2023, per ricordare come la prevenzione della violenza di genere richieda non solo leggi ma un cambiamento culturale sostenuto nel tempo.
Ha inoltre evidenziato le criticità emerse nel recente dibattito nazionale sull’educazione sessuale e affettiva, in particolare la proposta — poi rivista — di vietare i percorsi nelle scuole medie e l’introduzione dell’obbligo di consenso informato scritto delle famiglie. Secondo Proietti, tali misure rischiano di limitare l’autonomia delle scuole e la diffusione dei percorsi educativi.
La mozione, ha sottolineato, vuole riallineare l’Umbria agli obiettivi della Convenzione di Istanbul e delle strategie europee sulla parità di genere, che riconoscono l’educazione affettiva come parte integrante della cittadinanza.
Il dibattito in Aula
Fabrizio Ricci (AVS): “Nelle scuole si percepisce un disagio crescente”
Ricci ha denunciato l’assenza delle opposizioni su un tema che richiederebbe un confronto ampio. Ha ricordato come le associazioni femministe e i centri antiviolenza, presenti nelle scuole, registrino fenomeni preoccupanti: normalizzazione della violenza, atteggiamenti sessisti e pratiche come il sexting non consensuale. Un allarme confermato da recenti analisi Ipsos e CNR.
Bianca Maria Tagliaferri (UDPP): “L’educazione affettiva è ormai una necessità”
Tagliaferri, forte della sua lunga esperienza nella scuola, ha parlato dell’aumento di conflittualità e isolamento tra i giovani. L’educazione affettiva, ha spiegato, aiuta studenti e studentesse a comprendere e gestire emozioni, ansia e stress, contrastando quei comportamenti che possono degenerare in violenza.
Letizia Michelini (PD): “L’opposizione evita il confronto su temi cruciali”
Michelini ha criticato la minoranza per l’assenza in Aula e ha espresso pieno sostegno alla mozione. Secondo la consigliera, la regione deve sostenere percorsi educativi che rispondano al crescente disagio psicologico dei giovani e al bisogno di strumenti per costruire relazioni sane.
Un passo avanti nelle politiche di prevenzione
Con l’approvazione della mozione Proietti, l’Umbria muove un passo significativo verso una riorganizzazione complessiva delle politiche educative e preventive legate alla violenza di genere. Il rafforzamento della rete tra scuole, istituzioni territoriali e centri antiviolenza punta a costruire un modello regionale più solido, capace di agire su comportamenti, cultura e relazioni.
Un impegno politico e sociale che guarda alla scuola come luogo centrale per contrastare le radici della violenza e promuovere una comunità più consapevole e rispettosa.









