Home Economia Turismo, gli stranieri portano in Umbria quasi 200 milioni in otto mesi

Turismo, gli stranieri portano in Umbria quasi 200 milioni in otto mesi

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Stati Uniti primo mercato estero per valore generato. Da gennaio ad agosto oltre 2,1 milioni di arrivi e 5,6 milioni di presenze. La Regione punta ad allungare i soggiorni e a differenziare la promozione internazionale

Oltre 196 milioni di euro generati in Umbria dalle presenze dei turisti stranieri nei primi otto mesi del 2026. Una cifra che riguarda esclusivamente il valore stimato dei pernottamenti e che non comprende quindi l’indotto prodotto sul territorio da ristorazione, commercio, servizi e altre attività.

È uno dei dati messi in evidenza dalla Regione Umbria in occasione della Giornata mondiale del turismo. Tra gennaio e agosto 2026 sono stati registrati complessivamente 2.102.894 arrivi e 5.687.359 presenze, con aumenti rispettivamente del 3,9% e del 3,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il confronto con il 2024 mostra una crescita ancora più marcata: +12% negli arrivi e +12,6% nelle presenze.

Dagli Stati Uniti oltre 32 milioni

L’analisi delle strutture regionali permette anche di misurare il peso economico dei diversi mercati internazionali. Gli Stati Uniti occupano il primo posto, con oltre 32 milioni di euro generati dai pernottamenti. Seguono Germania con 21,1 milioni, Paesi Bassi con 17,5 milioni, Gran Bretagna con 16,2 milioni e Francia con 10,1 milioni.

Simona Meloni.

Differenti anche le strutture scelte dai visitatori. Americani e britannici incidono maggiormente sull’ospitalità alberghiera di fascia medio-alta e alta. I soli statunitensi generano circa 5,3 milioni di euro nei cinque stelle e lusso e 9,46 milioni nei quattro stelle. Tedeschi e olandesi mostrano invece una maggiore preferenza per agriturismi, locazioni turistiche e altre forme di ospitalità diffusa.

«Non esiste un unico turista internazionale e quindi non può più esistere un’unica promozione internazionale», sottolinea l’assessora regionale al Turismo Simona Meloni, secondo la quale le strategie devono tenere conto delle differenti caratteristiche e abitudini dei mercati di provenienza.

Quattro stelle al primo posto per valore generato

Tra le tipologie ricettive, sono gli alberghi a quattro stelle a produrre il valore maggiore attraverso le presenze straniere, con 38,8 milioni di euro. Seguono le locazioni turistiche con 24,5 milioni, gli alberghi a tre stelle con 20 milioni, i cinque stelle e cinque stelle lusso con 16,2 milioni, le case e appartamenti per vacanze con 15,5 milioni e gli agriturismi a cinque girasoli con 14,8 milioni.

Parallelamente continua ad ampliarsi l’offerta ricettiva regionale. Al 30 giugno 2026 in Umbria risultavano 8.959 strutture e locazioni, per complessivi 114.050 posti letto. L’extralberghiero ha raggiunto quota 8.522, con una crescita del 9,1% rispetto all’anno precedente.

Particolarmente significativo l’aumento degli affitti turistici, passati in un anno da 3.183 a 3.906, con un incremento del 22,7%.

Secondo Meloni, questi dati mostrano come il turismo possa produrre ricchezza anche al di fuori delle strutture alberghiere, sostenendo agriturismi, case vacanza, ristorazione, commercio, artigianato, produzioni agroalimentari e servizi, con ricadute potenziali anche per i borghi e le aree interne.

L’obiettivo è far restare i visitatori più a lungo

Accanto alla crescita emergono però margini sui quali intervenire. Il caso del mercato cinese è indicativo: 16.823 arrivi e appena 19.636 presenze, per un valore stimato di circa 3,68 milioni di euro.

Un rapporto tra arrivi e pernottamenti che indica soggiorni molto brevi e che, nella lettura della Regione, mostra come l’Umbria rappresenti ancora spesso una tappa all’interno di itinerari più ampi.

La strategia regionale punta quindi non soltanto ad aumentare il numero dei visitatori, ma anche ad allungarne la permanenza e ad accrescere il valore economico prodotto durante il soggiorno.

«Dobbiamo capire quanto rimangono, dove soggiornano, quali territori attraversano, quali servizi utilizzano e soprattutto quale valore lasciano alla nostra economia», spiega Meloni, indicando il passaggio da una politica concentrata sui flussi a una maggiormente orientata al valore generato.

Dati e nuovi strumenti per la promozione

La Regione intende inoltre sviluppare campagne sempre più differenziate in base ai mercati internazionali, alle esperienze ricercate e ai canali utilizzati dai potenziali visitatori, affiancando agli strumenti tradizionali nuove forme di promozione digitale.

L’obiettivo è raggiungere il turista già nella fase in cui sta scegliendo la destinazione e costruendo il proprio itinerario, utilizzando anche gli strumenti legati all’intelligenza artificiale conversazionale.

Il percorso proseguirà con la nuova campagna autunno-inverno 2026, che sarà presentata nei prossimi giorni al TTG di Rimini. Resterà il claim “Vivere l’Umbria è vivere davvero”, con una promozione dedicata alle esperienze stagionali: dal foliage al tartufo, dall’olio extravergine d’oliva ai sapori e alle produzioni di qualità del territorio.

La strategia dichiarata dalla Regione è aumentare la permanenza dei visitatori, rafforzare l’incoming internazionale e distribuire maggiormente i flussi turistici durante l’anno e tra le diverse aree dell’Umbria.