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Truffe online, smantellata dalla Polizia di Stato una rete che operava tramite piattaforme di messaggistica

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Immagine di master1305 su Freepik

L’indagine del Commissariato di Orvieto ricostruisce un articolato meccanismo di raggiro fondato su versamenti su carte ricaricabili

La Polizia di Stato ha portato a termine un’indagine che ha permesso di identificare un gruppo di persone ritenute responsabili di una truffa online ai danni di un cittadino della provincia di Terni. L’attività investigativa è stata condotta dal Commissariato di P.S. di Orvieto su delega della Procura della Repubblica di Terni.

L’inchiesta è nata dalla denuncia della vittima, che ha raccontato di essere stata contattata da un individuo presentatosi come “tutor”. Attraverso chiamate e una piattaforma di messaggistica, all’uomo era stato proposto un incarico lavorativo che consisteva nel generare “likes” su contenuti online, con la promessa di un guadagno immediato da accreditare su carta prepagata.

La ricostruzione degli investigatori della Squadra Anticrimine, coordinati dal Commissario Capo Filippo Girella, ha messo in luce un sistema ben strutturato: alla vittima venivano richiesti ripetuti versamenti di denaro su diverse carte ricaricabili, con motivazioni legate a presunti errori tecnici o esigenze amministrative. I truffatori garantivano rimborsi immediati e compensi, mai arrivati, inducendo così il cittadino a perdere diverse migliaia di euro.

Grazie a verifiche finanziarie mirate, realizzate anche con il supporto della società emittente dei servizi di pagamento, gli investigatori sono riusciti a tracciare il flusso dei soldi e a collegarlo a più soggetti residenti in varie province italiane, titolari dei rapporti utilizzati per ricevere le somme. Sono stati acquisiti screenshot, documenti informatici e altri elementi che hanno confermato la natura fraudolenta del sistema.

Al termine degli accertamenti, cinque persone sono state identificate e iscritte nel registro degli indagati per truffa ai sensi dell’art. 640 del Codice penale. Tutti sono stati deferiti in stato di libertà.

L’attività della Polizia di Stato ha inoltre consentito di bloccare alcuni dei rapporti finanziari impiegati nel raggiro e di ricostruire con precisione le movimentazioni economiche realizzate nel periodo oggetto dell’indagine.