Home Evidenza Chirurgia d’eccellenza a Terni: intervento altamente complesso risolto con tecnica robotica

Chirurgia d’eccellenza a Terni: intervento altamente complesso risolto con tecnica robotica

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Sinergia tra Urologia e Chirurgia Generale e utilizzo di tecnologie avanzate per affrontare un caso clinico raro e delicato

Un intervento di straordinaria complessità, portato a termine con successo all’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni, rappresenta un significativo esempio di eccellenza chirurgica e collaborazione multidisciplinare. Protagonisti dell’operazione il dottor Alberto Pansadoro, direttore della Struttura Complessa di Urologia, e il dottor Giovanni Tebala, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Generale, che hanno unito competenze ed esperienza per affrontare un quadro clinico estremamente articolato.

Immagine di Archivio

Il caso presentava infatti numerose criticità: il paziente era già stato sottoposto a interventi importanti, tra cui prostatectomia radicale, radioterapia e colostomia temporanea per una lesione rettale. A complicare ulteriormente la situazione, una stenosi uretrale trattata in altra sede e la successiva comparsa di una fistola vescico-rettale, una condizione rara e fortemente invalidante che richiede un approccio altamente specialistico.

L’intervento si è distinto per la sua particolarità tecnica: è stato eseguito interamente con chirurgia robotica mininvasiva, scelta che ha consentito ai chirurghi di operare con estrema precisione in un contesto reso difficile dalla presenza di diffuse aderenze intestinali e tessuti fibrotici, esiti dei precedenti trattamenti. Proprio queste condizioni rappresentavano uno degli ostacoli principali, aumentando sensibilmente il rischio di complicanze.

Grazie alla grande professionalità delle équipe coinvolte e all’impiego della piattaforma robotica, è stato possibile effettuare una dissezione estremamente delicata, procedere all’asportazione della vescica, individuare e riparare la fistola e ricostruire correttamente i piani anatomici. Un risultato ottenuto riducendo al minimo i rischi intraoperatori e garantendo un controllo ottimale delle strutture coinvolte.

“Si è trattato di un intervento ad altissima complessità – spiegano i chirurghi – reso possibile dalla stretta collaborazione tra specialisti e dall’utilizzo di tecnologie all’avanguardia. Oggi la chirurgia robotica consente di affrontare situazioni che in passato avrebbero richiesto approcci molto più invasivi”.Il decorso post-operatorio è stato regolare e il paziente si trova attualmente in buone condizioni cliniche, a conferma dell’efficacia dell’approccio adottato.

“Questo caso – ha sottolineato il direttore generale Andrea Casciari – rappresenta un esempio concreto di eccellenza chirurgica: l’integrazione tra innovazione tecnologica, competenze cliniche e lavoro di squadra permette oggi di offrire nuove prospettive di cura anche nei casi più complessi, migliorando sensibilmente la qualità di vita dei pazienti”.