Alimentari e bevande analcoliche aumentano del 2,8% in un anno. Caffè +6,3%, acqua minerale +5,9%, carne +3,9%. Il calo estivo di frutta e verdura non cancella gli aumenti rispetto al 2025
Il conto alla cassa continua a pesare sulle tasche dei ternani. A luglio 2026 fare la spesa in città costa mediamente più di dodici mesi fa e gli aumenti interessano buona parte dei prodotti che entrano abitualmente nel carrello delle famiglie. A fotografare la situazione sono i servizi statistici del Comune di Terni, con i dati raccolti da Palazzo Spada sull’andamento dei prezzi al consumo. Il quadro mostra rincari diffusi, anche se non mancano alcune eccezioni e la stagionalità ha determinato nell’ultimo mese una sensibile diminuzione dei prezzi di frutta e verdura.
Nel complesso, prodotti alimentari e bevande analcoliche costano il 2,8% in più rispetto a luglio 2025. Una media dietro la quale si nascondono aumenti anche superiori al 5 e al 6 per cento.
Frutta e verdura, prezzi giù in estate ma più alti di un anno fa
L’arrivo nel pieno della stagione estiva ha portato una prima buona notizia. Nel confronto con giugno, la frutta è scesa dell’8,5% e la verdura del 3,6%.
A diminuire sono stati soprattutto i prezzi di alcuni prodotti tipici del periodo, come pesche, albicocche e prugne, oltre a frutti esotici come l’ananas.
Ma basta allargare lo sguardo agli ultimi dodici mesi per vedere una situazione diversa. Rispetto a luglio 2025, infatti, la frutta costa ancora il 2% in più e la verdura il 4% in più.
La tregua registrata a luglio, quindi, è soprattutto stagionale e non cancella i rincari accumulati nell’ultimo anno.
Pane, pasta e carne: aumentano i prodotti che finiscono ogni giorno in tavola
A crescere sono anche alcuni degli alimenti di base. Cereali e derivati, categoria nella quale rientrano pane, pasta e farine, registrano un incremento annuo del 2,6%.
Ancora più marcato il rincaro della carne, +3,9% rispetto a luglio 2025, mentre i prodotti ittici aumentano dell’1,5%.

Una delle poche voci in controtendenza è rappresentata da latte, derivati e uova, che fanno segnare un lieve calo dello 0,3% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
Caffè sempre più caro: +6,3% in dodici mesi
Tra i dati che attirano maggiormente l’attenzione c’è quello del caffè, prodotto di consumo quotidiano che in un anno ha registrato a Terni un rincaro del 6,3%.
Non va molto meglio sul fronte di oli e grassi, aumentati del 4,8%.
Pesano anche le bevande analcoliche, che nel loro complesso segnano un +5% su base annua. Per l’acqua minerale l’aumento raggiunge il 5,9%, mentre succhi di frutta e verdura costano il 4,1% in più. Nettari e prodotti analoghi salgono del 6,3%.
In direzione opposta va invece il tè, che rispetto a luglio dello scorso anno registra una diminuzione del 4,4%.
Vino più caro del 5,9%, aumentano anche birra e tabacchi
I rincari non si fermano agli alimentari. Anche la divisione che comprende bevande alcoliche e tabacchi aumenta complessivamente del 4% rispetto a luglio 2025.
Il rialzo più consistente riguarda il vino, +5,9%, seguito dalle altre bevande alcoliche con il 4%. Le birre aumentano dell’1,4%, mentre alcolici e liquori registrano un incremento più contenuto, pari allo 0,8%.
Per il tabacco l’aumento annuo è invece del 4,1%.
Dolci e piatti pronti, altri aumenti nel carrello
Più contenuta, ma comunque orientata verso l’alto, la dinamica dei prodotti trasformati. Gli alimenti lavorati registrano un incremento dell’1,4% rispetto a un anno fa.
Gli alimenti pronti e gli altri prodotti alimentari salgono invece del 2,9%, mentre zucchero, dolciumi e dessert costano il 2,2% in più.
Terni, un carrello quasi tutto con il segno più
Mettendo insieme i numeri dell’indagine di Palazzo Spada emerge una fotografia abbastanza chiara. Il carrello della spesa dei ternani è diventato più caro rispetto all’estate del 2025, con aumenti distribuiti su numerose categorie.
Non siamo di fronte a un unico prodotto che trascina verso l’alto la spesa, ma a una serie di rincari che interessano contemporaneamente generi molto diversi: dalla carne alla verdura, dal pane all’olio, fino all’acqua e al caffè.
Le diminuzioni ci sono, ma restano circoscritte. Latte, derivati e uova registrano una lieve flessione, così come il tè. Frutta e verdura costano meno rispetto a giugno, ma restano più care nel confronto con luglio dello scorso anno.
Il commento di Umbria Settegiorni
Il vero dato da osservare non è soltanto quel +2,8% complessivo degli alimentari e delle bevande analcoliche. È dove si concentrano gli aumenti.
Quando a rincarare sono prodotti acquistati frequentemente – carne, pane e pasta, verdura, olio, acqua minerale e caffè – anche variazioni percentuali apparentemente contenute finiscono per sommarsi scontrino dopo scontrino.
L’indagine di Palazzo Spada evidenzia inoltre un altro elemento: il ribasso mensile non significa necessariamente che la vita sia diventata meno cara. Frutta e verdura ne sono l’esempio più evidente. A luglio i prezzi diminuiscono sensibilmente rispetto a giugno, ma rimangono superiori a quelli di dodici mesi prima.
È questa probabilmente la fotografia più concreta della situazione per le famiglie ternane: non un’esplosione generalizzata dei prezzi, ma un costo della spesa quotidiana che si è progressivamente assestato su livelli più elevati. E quando gli aumenti riguardano beni che difficilmente possono essere eliminati dal carrello, la differenza tra le percentuali delle statistiche e la percezione alla cassa può diventare molto sottile.






























