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Ternana, crisi senza ritorno: via alla liquidazione volontaria, il futuro passa per il tribunale?

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Dimissioni di Fabio Forti e stop all’interesse dell’imprenditore Pantalloni: debiti e scadenze mettono a rischio il destino del club rossoverde

La Ternana entra ufficialmente nella fase più critica della sua storia recente: l’assemblea dei soci ha deliberato la liquidazione volontaria della società, sancendo di fatto l’impossibilità di proseguire con l’attuale assetto economico.

La decisione è maturata dopo la scelta della proprietà di non aumentare il capitale sociale per coprire le perdite. Contestualmente, l’amministratore unico Fabio Forti ha rassegnato le dimissioni. La gestione passa ora a un liquidatore nominato durante l’assemblea, che avrà il compito di analizzare la situazione finanziaria e gestire il percorso verso lo scioglimento.

Non si tratta ancora di fallimento, ma lo scenario resta estremamente delicato. In presenza di debiti rilevanti e difficoltà nel pagamento dei creditori, il passaggio alla liquidazione giudiziale potrebbe diventare inevitabile, con il conseguente intervento del tribunale.

Nelle stesse ore si era registrato un tentativo di svolta con la manifestazione di interesse dell’imprenditore Carlo Pantalloni per rilevare il club. Tuttavia, la proposta è stata ritirata nel giro di poche ore, facendo sfumare l’unica concreta possibilità di rilancio immediato.

Sul piano sportivo, la procedura avviata dovrebbe consentire alla squadra di terminare la stagione, ormai prossima alla conclusione, evitando un’esclusione immediata dal campionato. Restano però le incognite legate alle prossime scadenze federali e agli eventuali provvedimenti degli organi competenti.

Il futuro della Ternana appare ora legato alle decisioni del liquidatore e alle possibili evoluzioni in sede giudiziaria. Tra debiti, stipendi in scadenza e assenza di nuovi investitori, lo scenario più temuto resta quello del fallimento, con conseguenze pesanti anche sul destino sportivo del club.