Secondo l’Agenzia Umbria Ricerche, un’applicazione piena del tributo potrebbe aumentare il gettito del 26%. Focus su Assisi, Orvieto e Marsciano
L’Umbria cresce più veloce della media nazionale nel turismo: +14,6% di presenze tra il 2019 e il 2024, superando di gran lunga la media italiana del 6,7%. Ma una parte del valore generato dai visitatori resta non raccolta.
Oggi l’imposta di soggiorno è attiva in 39 Comuni, per un gettito di 7,66 milioni di euro, ma oltre un quinto dei pernottamenti regionali sfugge al tributo. Secondo lo studio dell’Agenzia Umbria Ricerche, se tutti i Comuni la applicassero, il gettito aggiuntivo sarebbe di circa 1,7 milioni di euro (+26%).
Le entrate sono concentrate: Assisi guida con 2,3 milioni, seguita da Perugia (1,3 milioni). Comuni più piccoli come Lisciano Niccone registrano però i valori più alti pro capite.
Il quadro mette in luce squilibri tra territori: alcuni capitalizzano i flussi turistici, altri rinunciano a risorse preziose per manutenzione, cultura e servizi. Assisi, Orvieto e Marsciano mostrano che l’opportunità c’è, basta saperla cogliere.


































