La banda avrebbe operato tra Umbria, Lazio e Centro Italia. Il colpo fruttò un bottino da circa 120mila euro
A distanza di anni dalla rapina che aveva scosso il centro storico di Perugia, la Procura di Roma avrebbe individuato e fermato i presunti componenti della banda accusata del colpo alla gioielleria Biagini. Le indagini, portate avanti dagli investigatori attraverso accertamenti tecnici e attività di intelligence, hanno condotto all’esecuzione di diverse misure cautelari nei confronti di soggetti ritenuti coinvolti nell’assalto.
Il colpo era stato messo a segno nella mattinata dell’ottobre del 2024, in pieno giorno. Tre uomini si erano presentati all’interno della gioielleria fingendosi clienti interessati all’acquisto di orologi di lusso. Dopo una breve conversazione con il personale, avevano però estratto le armi, minacciando i dipendenti e impossessandosi di gioielli e preziosi per un valore stimato attorno ai 120mila euro.
Determinanti per l’inchiesta sarebbero state le immagini dei sistemi di videosorveglianza, i riconoscimenti fotografici e una serie di accertamenti tecnici che hanno consentito agli investigatori di identificare alcuni dei presunti responsabili. Tra gli indagati figurano persone già conosciute dalle forze dell’ordine per reati legati a rapine e associazioni criminali.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe potuto contare anche su un quarto uomo con il ruolo di staffetta, impegnato a monitorare la situazione a bordo di un’auto con targhe clonate. Un furgone, invece, sarebbe stato utilizzato come mezzo di supporto logistico per agevolare la fuga dopo il colpo.
Gli inquirenti ritengono che la rapina di Perugia rientri in una più ampia serie di assalti attribuiti allo stesso sodalizio criminale, attivo tra il 2023 e il 2025 tra Roma, il Lazio e altre zone del Centro Italia. Nel mirino della banda sarebbero finite gioiellerie e uffici postali. Le accuse contestate, a vario titolo, comprendono associazione per delinquere finalizzata alle rapine, detenzione illegale di armi, ricettazione e riciclaggio di veicoli.
Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e individuare tutti i componenti della rete criminale.


































