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Sviluppumbria, le opposizioni dopo l’addio di Ferrucci: «Le dimissioni sono il sintomo della crisi della Regione»

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Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Tesei Presidente-Umbria Civica chiedono alla presidente Stefania Proietti di chiarire le ragioni dei numerosi avvicendamenti ai vertici regionali

Le dimissioni del professor Luca Ferrucci da amministratore unico di Sviluppumbria accendono il confronto politico in Consiglio regionale. I gruppi di opposizione di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Tesei Presidente-Umbria Civica sostengono che l’uscita del docente dell’Università degli Studi di Perugia non rappresenti un episodio isolato, ma l’ennesimo segnale delle difficoltà che starebbero interessando la macchina amministrativa della Regione Umbria.

In una nota congiunta, i consiglieri Donatella Tesei, Enrico Melasecche, Andrea Romizi, Laura Pernazza, Eleonora Pace, Matteo Giambartolomei, Paola Agabiti e Nilo Arcudi parlano di una Regione «sempre più segnata da difficoltà organizzative, tensioni interne e problemi nei rapporti tra vertici politici, struttura amministrativa e organismi strategici».

Secondo gli esponenti della minoranza, le dimissioni di Ferrucci si aggiungono a quelle registrate negli ultimi mesi ai vertici dell’amministrazione regionale. Nel documento vengono ricordati gli addii del direttore regionale all’Ambiente Gianluca Paggi e del capo di gabinetto della presidente Nicodemo Oliverio, oltre alle criticità segnalate nel sistema sanitario regionale.

Per le opposizioni, questa serie di avvicendamenti merita una riflessione politica. «Quando figure apicali dell’amministrazione e delle strutture collegate alla Regione lasciano i propri incarichi in un arco temporale così ristretto, è inevitabile interrogarsi sul clima interno e sul metodo di governo adottato dalla presidente Proietti», affermano i consiglieri.

La critica si concentra sul modello di gestione della Giunta regionale, definito eccessivamente accentrato. I gruppi di minoranza sostengono che questo approccio avrebbe finito per creare difficoltà nei rapporti interni, coinvolgendo sia gli uffici regionali sia gli organismi partecipati.

Nel documento si parla inoltre di una «crisi di rapporti» che, secondo i firmatari, rischierebbe di incidere sulla capacità della Regione di programmare gli interventi e sostenere lo sviluppo dell’Umbria.

Da qui la richiesta rivolta alla presidente Stefania Proietti di fornire chiarimenti sulle ragioni che hanno portato a numerosi cambiamenti nei ruoli strategici dell’amministrazione regionale e di spiegare se le dimissioni dei vertici siano davvero riconducibili esclusivamente a motivazioni personali oppure riflettano criticità di natura politica e organizzativa.