Chiude la 68ª edizione: incassi mai così alti, platee piene e uno sguardo già rivolto al futuro
Spoleto saluta il Festival dei Due Mondi 2025 con numeri che fanno storia: 31mila biglietti staccati, 925mila euro di incasso — mai così bene dal 2008 — e una platea di 784 artisti arrivati da 53 Paesi. Teatri praticamente sempre pieni, con una capienza media oltre il 90% e 67 spettacoli capaci di richiamare spettatori da tutta Italia e non solo.
Eppure, dietro l’applauso finale, resta l’eco di una polemica tutta interna: Monique Veaute, direttrice artistica degli ultimi cinque anni, non è stata confermata. Una “mancanza prevista”, come ha spiegato lei stessa, ma che non smette di far discutere: “Non ho sentito critiche sulla programmazione, quindi è una scelta politica” ha dichiarato, lanciando più di un messaggio a chi resta. Dal ministero la replica: “Niente di politico, è normale ricambio”.
Intanto Spoleto si gode il successo di una rassegna che anche quest’anno ha saputo mischiare coraggio e tradizione. Dall’opera queer Hadrian di Rufus Wainwright al Woyzeck del Berliner Ensemble, durissimo sul tema del femminicidio. Dalla danza internazionale — Blanca Li, Sharon Eyal, Wayne McGregor — a un rafforzamento della classica con esibizioni come quella del quartetto della Scala, dedicato alle vittime delle guerre.
Sul palco e dietro le quinte, il lavoro di Veaute e della direttrice amministrativa Paola Macchi lascia in dote un festival con i conti in ordine — un milione di euro accantonato — e un patrimonio che guarda al futuro: archivio storico in fase di digitalizzazione e spazi restituiti alla città, come l’Auditorium della Stella.
Ora la palla passa a Daniele Cipriani, nuovo direttore artistico chiamato a non far rimpiangere chi lo ha preceduto. E a dare gambe a quel sogno che Veaute ha lasciato in eredità: trasformare i Due Mondi in un festival capace di abbracciarne molti di più.














