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Spinta sull’overbooking nella sanità umbra, Arcudi chiede spiegazioni: “Serve una strategia vera, non soluzioni di comodo”

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Nilo Arcudi

Interrogazione alla Giunta da parte del consigliere di “Tesei Presidente – Umbria Civica”: “Il sistema è sotto stress, così non si tutela né chi cura né chi è curato”

“Chi ha autorizzato l’overbooking nelle strutture sanitarie umbre e su quali basi?” È la domanda al centro dell’interrogazione che il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tesei Presidente – Umbria Civica) ha depositato in queste ore, dopo la denuncia arrivata il 23 luglio scorso dal sindacato medico Cimo-Fesmed Umbria.

Arcudi contesta con fermezza la scelta di spingere sulla sovrapposizione di appuntamenti e prestazioni sanitarie: “Si tratta di una misura imposta senza alcun confronto con il personale medico – sottolinea – che sta generando un sovraccarico di lavoro insostenibile e peggiora il clima organizzativo nelle strutture ospedaliere”.

Per il consigliere, l’introduzione dell’overbooking rischia di diventare l’ennesimo palliativo di fronte al problema cronico delle liste d’attesa, senza affrontarne le cause alla radice. “È una toppa – spiega – che finisce per scaricare sui professionisti e sui pazienti il peso di una gestione insufficiente. Il diritto alla salute sancito dalla Costituzione merita risposte strutturali, non pezze malmesse”.

Nel testo dell’interrogazione, Arcudi chiede alla Giunta regionale se intenda rivedere l’intera impostazione del sistema, puntando su soluzioni durature: aumento degli organici, miglioramento del sistema di prenotazioni (CUP) e un utilizzo più mirato della libera professione intramoenia.

“Il tempo degli annunci è finito – conclude –. Servono impegni concreti per una sanità che funzioni davvero, rispettosa delle persone e del lavoro degli operatori”.