Socrate XXI secolo

di Giorgio Raggi

 

Oggi, XXI secolo, la politica sembra non saper più creare un orizzonte per il futuro del mondo e la filosofia per il futuro dell’uomo.
E questa sensazione, o questa realtà, è il frutto del divorzio fra filosofia e politica: parafrasando Platone potremmo dire che filosofia e politica, l’una senza l’altra, rovinano la città.

SOCRATE, XXI SECOLO

di Giorgio Raggi

Globalpress Edizioni
€ 15,00

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SOCRATE, XXI SECOLO – Una riflessione filosofica e una provocazione politica Socrate, il ‘dialettico scrutatore di anime’ (Nietzsche), rappresenta la nascita del pensiero sul pensiero. È il padre della filosofia: come tale, dopo essere stato condannato a morte in un processo che oggi definiremmo ‘populista’, non beve la cicuta ma compie un viaggio in un wormhole. Fiutando lo spirito dei tempi delle epoche che attraversa giunge nel XXI secolo carico come sempre del desiderio di conoscenza che costituisce il Dna della sua filosofia. Socrate non elargisce verità ma fa domande: quelle che Hannah Arendt chiama domande ultime o che Donatella Di Cesare chiama domande limite. Il corpo centrale del libro è costituito da tre dialoghi che Socrate affronta con il mondo della scienza, della filosofia politica, della telematica.

Nel primo dialogo il filosofo greco incontra Hawking,Deutsch e Popper: conosce gli enormi progressi scientifici e tecnologici dei nostri tempi, è affascinato dalla possibilità di arrivare su Marte o dalle potenzialità di modificare il genoma umano, dal multiverso e dalle possibilità che si apriranno al pieno funzionamento del computer quantistico. Dal fascino alla domanda centrale: cui prodest? Chi governerà questo futuro per il bene dell’umanità? ‘Non è compito nostro’ rispondono giustamente gli scienziati: Socrate affronta allora il confronto con i filosofi politici. Incontra Fukuyama, Chomsky, Habermas e Bauman: serrato il confronto, dialettiche le posizioni, chiaro il pensiero e lucidissima l’analisi del mondo e della società ma Socrate incalza gli interlocutori sul che fare. Come si supera la società liquida e il feticismo della soggettività? Socrate capisce che la filosofia è oggi ferma al lamento e se va bene alla descrizione della realtà e intuisce il dramma di questo XXI secolo: la politica non è arte del governo anche perché la filosofia ha abbandonato il suo ruolo di ‘tafano’ che spinge il cavallo alla corsa. Troppa Accademia, poca vita reale.