Home Attualità Sessantadue morti nel 2024: l’Umbria e l’ecatombe silenziosa delle strade

Sessantadue morti nel 2024: l’Umbria e l’ecatombe silenziosa delle strade

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I dati Istat-Aci confermano il peggior bilancio dell’ultimo decennio. Aumentano incidenti, feriti e vittime, soprattutto tra giovani e anziani

Sessantadue vite spezzate sulle strade umbre in un solo anno. È il bilancio, impietoso, che Istat e Aci hanno ufficializzato con la pubblicazione dei dati relativi al 2024. Si tratta del numero più alto di morti per incidenti stradali registrato in Umbria negli ultimi dieci anni. Un aumento del 37,8 per cento rispetto all’anno precedente, quando i decessi erano stati 45. Numeri che riportano la regione tra quelle con il rapporto più alto tra vittime e sinistri a livello nazionale, in controtendenza rispetto al dato italiano, dove le morti sulle strade sono rimaste sostanzialmente stabili.

Che il 2024 sarebbe stato un anno nero per la sicurezza stradale lo si era intuito già a dicembre, quando le cronache avevano contato 59 vittime. Oggi, con le statistiche ufficiali, quel dato si conferma, anzi si aggrava. Crescono anche gli incidenti, che passano da 2.280 a 2.448, e i feriti, che salgono a 3.403, quasi trecento in più. In media, sulle strade dell’Umbria, sono morte cinque persone al mese. Più di una a settimana. Un ritmo che non si vedeva da tempo.

Colpisce in particolare la distribuzione anagrafica delle vittime. Undici persone decedute avevano meno di 25 anni: quattro tra i 15 e i 17 anni, tre tra i 18 e i 20, altre quattro tra i 21 e i 24. Due i morti tra i 25 e i 29 anni, sette tra i 30 e i 44, sei tra i 45 e i 54 anni. A perdere la vita sono stati soprattutto i più giovani e gli anziani: quindici le vittime over 65, esattamente come nel 2023, e dieci nella fascia 55-64 anni. La componente anziana risulta particolarmente vulnerabile anche tra i pedoni. Dei sette morti a piedi registrati nel 2024, cinque avevano più di 65 anni. E anche se il numero totale di pedoni deceduti è leggermente diminuito rispetto all’anno precedente, aumentano gli investimenti: 277 persone investite contro le 264 del 2023.

Le strade urbane si confermano le più pericolose, con 1.574 incidenti, seguite da quelle extraurbane (772) e dalle autostrade o raccordi (102). I decessi sono stati 24 in città, 34 fuori dai centri abitati e 4 su autostrade. Le cause principali restano invariate: distrazione alla guida, mancato rispetto della precedenza e velocità eccessiva. Questi tre fattori, secondo Istat, rappresentano il 37,8 per cento delle cause accertate. La velocità, in particolare, è ancora oggi la violazione più sanzionata dopo la sosta vietata, con un’incidenza del 34 per cento sul totale delle infrazioni.

Gli incidenti stradali con lesioni hanno avuto anche un impatto economico rilevante: oltre 18 miliardi di euro, quasi l’1 per cento del prodotto interno lordo italiano. Un conto salatissimo che lo Stato e la collettività pagano ogni anno.

Una nota meno drammatica arriva dai primi mesi del 2025. Finora, le vittime registrate in Umbria sono state 18. Se la media mensile restasse questa, il totale a fine anno sarebbe quasi dimezzato rispetto al 2024. Ma è ancora presto per trarre conclusioni. Per ora, ciò che resta sono 62 nomi e altrettante storie spezzate. E la consapevolezza che, su questo fronte, la battaglia è tutt’altro che vinta.