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Scuola umbra sotto pressione, il M5S accusa: “Decisioni calate dall’alto che impoveriscono i territori”

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Nel mirino i recenti interventi su Gubbio e Città di Castello. “Tagli e accorpamenti mettono a rischio il diritto allo studio e il futuro delle aree interne”

La scuola pubblica in Umbria vive una fase di forte criticità. A denunciarlo è il Movimento 5 Stelle Umbria, che punta il dito contro politiche nazionali considerate eccessivamente centralizzate e orientate al risparmio, con effetti negativi su studenti, famiglie e comunità locali.

I casi dei circoli didattici di Gubbio e Città di Castello vengono indicati come esempi emblematici di scelte imposte dall’alto, poco attente alle reali esigenze dei territori. Secondo i pentastellati, la tendenza a creare istituti sempre più grandi e accorpati rischia di indebolire il legame tra scuola e comunità, rendendo più complessa l’organizzazione didattica e aggravando il carico di lavoro di docenti e personale scolastico.

Nel mirino del M5S c’è una gestione che, a loro avviso, privilegia il rispetto dei vincoli di bilancio rispetto alla qualità dell’offerta formativa. “Ridurre i presidi scolastici per mere logiche di risparmio o equilibri politici – sostengono – significa compromettere il diritto allo studio e il futuro delle nuove generazioni”. Da qui la richiesta di un cambio di rotta, che superi la stagione dei tagli e rimetta al centro investimenti strutturali nell’istruzione pubblica.

Particolarmente preoccupante, secondo il Movimento, è l’impatto di queste scelte sulle aree interne, già segnate dallo spopolamento e dalla carenza di servizi. L’indebolimento delle scuole locali rischia di accelerare l’abbandono dei territori, limitando le opportunità formative e di orientamento per i giovani.

Il Movimento 5 Stelle Umbria ribadisce infine il proprio impegno a difendere la scuola come presidio essenziale di crescita, innovazione e coesione sociale, chiedendo che torni a essere una priorità strategica e non una semplice voce da ridurre nei bilanci pubblici.