Home Castiglione del Lago Sciopero Unicoop Etruria, lavoratori in massa contro il piano industriale

Sciopero Unicoop Etruria, lavoratori in massa contro il piano industriale

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Forte partecipazione a Castiglione del Lago, preoccupazione per l’impatto sul territorio

Adesione significativa allo sciopero nazionale dei lavoratori di Unicoop Etruria proclamato giovedì 18 dicembre da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil contro il piano industriale della nuova cooperativa, che prevede cessioni di punti vendita, esuberi e un ridimensionamento delle sedi amministrative.

In Umbria la mobilitazione ha avuto un forte impatto, in particolare a Castiglione del Lago: nel magazzino l’astensione dal lavoro ha raggiunto circa l’80 per cento, mentre nella sede amministrativa si è attestata intorno al 60 per cento. Numerose difficoltà si sono registrate anche nei punti vendita regionali, molti dei quali hanno aperto solo parzialmente a causa della ridotta presenza di personale.

Parallelamente allo sciopero si è svolto un presidio davanti alla sede di Castiglione del Lago, promosso dalle organizzazioni sindacali e dalla Rsu, che ha visto una partecipazione ampia di lavoratori e rappresentanti istituzionali. Una presenza che, sottolineano i sindacati, evidenzia l’allarme crescente per le conseguenze economiche e sociali che un ridimensionamento di Unicoop Etruria potrebbe produrre sull’intero territorio.

Secondo Filcams, Fisascat e Uiltucs, il piano industriale presentato dall’azienda non offre reali prospettive di rilancio e investimento, ma rischia di scaricare sui dipendenti il peso di scelte gestionali ritenute sbagliate. “La risposta dei lavoratori è chiara – affermano – e dimostra la volontà di andare fino in fondo per ottenere garanzie occupazionali e risposte concrete”.

Le richieste sindacali riguardano in particolare il futuro della rete vendita, con investimenti strutturali e occupazionali, il mantenimento delle funzioni amministrative a Castiglione del Lago e tutele certe per il personale coinvolto in eventuali cessioni. Per la sede amministrativa, viene chiesto il consolidamento delle attività e il mantenimento di un numero significativo di addetti, anche attraverso strumenti come lo smart working. Quanto al magazzino, i sindacati indicano la possibilità di ricollocare eventuali esuberi, alla luce degli investimenti annunciati e della reinternalizzazione di reparti precedentemente esternalizzati.

Preoccupazione anche per la rete vendita della provincia di Perugia, dove si ipotizza la chiusura di sei punti vendita con circa 40 lavoratori coinvolti. In questo caso, la richiesta è quella di garantire la ricollocazione nei negozi limitrofi attualmente sotto organico.

Un primo confronto è atteso per lunedì 22 dicembre, quando è in programma un incontro tra Regione Umbria, azienda e organizzazioni sindacali. Un passaggio ritenuto cruciale per fare chiarezza sul futuro dei lavoratori e delle comunità interessate.