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Santa Maria di Terni, il Comitato insiste: “No a un ospedale da 600 milioni”

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Dalla proposta di ampliamento dell’attuale struttura alle critiche sul nuovo nosocomio: il dibattito sul futuro della sanità ternana si intreccia con lo scontro tra Regione e Comune

Il confronto sul futuro dell’ospedale “Santa Maria” di Terni continua ad accendersi tra numeri, progetti alternativi e tensioni istituzionali. A rilanciare il dibattito è ancora una volta il Comitato per la difesa dell’ospedale cittadino, che nelle ultime settimane ha intensificato la propria attività pubblica attraverso incontri, infografiche, interventi social e il lancio di un sito dedicato.

Al centro della discussione resta il progetto del nuovo ospedale e la sua sostenibilità economica. Il Comitato contesta apertamente l’ipotesi di una struttura ex novo da circa 600 milioni di euro, parlando di un possibile “maxi-debito” per il sistema sanitario e mettendo in dubbio l’esistenza di reali coperture finanziarie.

Secondo i promotori della difesa del Santa Maria, il rischio sarebbe quello di avviare un percorso lungo e costoso, destinato a protrarsi per oltre dieci anni. In alcuni post pubblicati sui social, il Comitato parla di “regia tutta politica” e paragona l’operazione al “Ponte sullo Stretto”, sostenendo che si rischi di spendere decine di milioni di euro in progettazioni senza la certezza delle risorse necessarie per realizzare l’opera.

La proposta alternativa

Il Comitato continua invece a sostenere la strada della ristrutturazione e dell’ampliamento dell’attuale ospedale. La proposta avanzata prevede un investimento stimato in 128,5 milioni di euro, finanziabile – secondo quanto riferito – anche attraverso fondi pubblici a fondo perduto.

Tra gli interventi indicati figurano:

  • un nuovo blocco polifunzionale sud da 17mila metri quadrati;
  • 300 nuovi posti letto;
  • il potenziamento del pronto soccorso;
  • un parcheggio multipiano con copertura fotovoltaica.

Per il Comitato, questa soluzione consentirebbe di modernizzare il Santa Maria in circa cinque anni evitando il ricorso a un forte indebitamento.

Il nodo politico

Le prese di posizione del Comitato arrivano mentre sul nuovo ospedale resta aperto anche il confronto tra Comune di Terni e Regione Umbria. Nelle ultime settimane il dibattito si è concentrato sui tempi dell’iter amministrativo, sulle competenze e sulla sostenibilità economica del progetto.

Da una parte il sindaco Stefano Bandecchi continua a spingere per accelerare il percorso verso il nuovo nosocomio. Dall’altra Palazzo Donini mantiene una linea più prudente, legata ai passaggi tecnici e alle risorse disponibili.

Uno scenario che contribuisce ad alimentare ulteriormente il dibattito cittadino sul futuro della sanità ternana, tra chi ritiene indispensabile realizzare una nuova struttura e chi invece punta sul rilancio dell’attuale Santa Maria.