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Sanità Umbria, liste d’attesa in calo: +25% di prestazioni nei tempi, ma allarme su colonscopie e visite specialistiche

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Risonanze ed ecografie migliorano nettamente, la Regione accelera con task-force e nuovi modelli organizzativi. Franco Zaffini attacca: “Numeri parziali, pazienti non conteggiati”

Le liste d’attesa in Umbria registrano un miglioramento significativo: tra il 2025 e il 2026 i tempi si sono ridotti del 25%, secondo i dati analizzati da Agenas su milioni di prenotazioni. Un risultato che, come evidenziato dal ministro Orazio Schillaci, colloca la regione tra le più efficienti nel panorama nazionale.

A trainare il miglioramento sono soprattutto gli esami diagnostici: le risonanze magnetiche all’addome raggiungono l’85,8% di prestazioni nei tempi previsti (in forte crescita rispetto ai mesi precedenti), mentre quelle a encefalo e colonna superano l’82%. Segnali positivi anche per le visite specialistiche, con aumenti in neurologia, otorinolaringoiatria e oculistica.

Importanti i risultati a livello territoriale e ospedaliero: nella Usl Umbria 2 raddoppiano le visite pneumologiche nei tempi e crescono quelle cardiologiche; all’ospedale di Terni quasi azzerate le attese per mammografie ed ecografie mammarie; Perugia migliora sensibilmente gli screening oncologici.

Nonostante i progressi, restano alcune aree critiche. Peggiorano i tempi per medicina fisica e riabilitazione e per le visite urologiche, mentre persistono ritardi negli esami vascolari. Le maggiori difficoltà si registrano però nelle colonscopie, ancora lontane dagli standard previsti.

Per affrontare le criticità, la giunta guidata da Stefania Proietti ha avviato un piano strutturato: task-force diagnostiche per smaltire l’arretrato, riorganizzazione delle agende, diffusione delle best practice e maggiore controllo sull’appropriatezza delle prescrizioni.

Le misure si inseriscono nel più ampio progetto nazionale di monitoraggio delle liste d’attesa, sostenuto dal Ministero con finanziamenti dedicati e una piattaforma digitale condivisa.

Sul fronte politico, però, si accende il confronto. Il senatore Franco Zaffini contesta la validità dei dati: secondo la sua ricostruzione, molte richieste resterebbero fuori dalle statistiche ufficiali, perché registrate solo al momento della disponibilità effettiva, lasciando numerosi cittadini in attesa senza essere conteggiati.

Il quadro resta quindi in evoluzione: da un lato una sanità regionale che accelera e migliora le performance, dall’altro criticità ancora aperte e dubbi sulla reale dimensione delle liste d’attesa.