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Sanità umbra, mobilità passiva e manovra fiscale: confronto acceso in Assemblea

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Interrogazione di Melasecche e Pace sui conti del 2025. La presidente Proietti chiarisce: “Saldo a 37 milioni, ma pesano i conguagli degli anni precedenti”

Si riaccende il dibattito sulla sanità umbra con un confronto serrato in Assemblea legislativa sul tema della mobilità sanitaria passiva e sull’impiego delle risorse derivanti dalla manovra fiscale da 184 milioni di euro.

L’argomento è stato al centro di un’interrogazione a risposta immediata presentata dai consiglieri regionali Enrico Melasecche (Lega) ed Eleonora Pace (Fratelli d’Italia), che hanno chiesto chiarimenti sul saldo negativo tra mobilità attiva e passiva per il 2025 e sulle misure adottate per riequilibrare il sistema sanitario regionale.

Nel corso dell’illustrazione, Melasecche ha evidenziato come la mobilità sanitaria rappresenti un indicatore chiave per valutare l’efficienza e la capacità di risposta del sistema sanitario, sottolineando al contempo le criticità ancora presenti. Secondo l’esponente dell’opposizione, la situazione risulterebbe ancora più rilevante alla luce della manovra fiscale recentemente approvata, che ha introdotto un aumento delle entrate senza – a suo giudizio – una chiara destinazione a interventi strutturali in sanità.

Da qui la richiesta alla Giunta regionale di chiarire sia il dato aggiornato della mobilità passiva sia le modalità di utilizzo delle risorse, in particolare per il contenimento del saldo negativo.

A rispondere è stata la presidente della Regione Stefania Proietti, che ha fornito un quadro dettagliato dei numeri. Il saldo complessivo della mobilità sanitaria indicato nei documenti nazionali è pari a -55 milioni di euro, ma include partite relative agli anni precedenti. Il dato riferito al 2025, calcolato sui flussi standard, si attesta invece a circa -37,5 milioni.

“La mobilità passiva nel 2025 registra una frenata ed è pari a 37 milioni – ha spiegato Proietti – mentre ulteriori 18 milioni derivano da conguagli relativi al 2022, 2023 e 2024”.

La presidente ha inoltre ricordato come, a partire dal 2020, il saldo tra mobilità attiva e passiva abbia registrato un incremento significativo, sottolineando però le azioni messe in campo dall’amministrazione regionale per contrastare il fenomeno. Tra queste, gli accordi interregionali per la gestione della mobilità sanitaria, con una prima intesa già siglata con l’Abruzzo e altre in via di definizione con Toscana, Emilia-Romagna, Marche e Lazio.

Sul fronte della sanità privata, Proietti ha precisato che non sono stati introdotti incrementi di spesa, ma confermati i livelli già esistenti, senza applicare l’aumento precedentemente previsto, chiedendo al contempo una maggiore collaborazione per la riduzione delle liste d’attesa.

Nella replica, Melasecche ha ribadito la necessità di interventi più incisivi, sostenendo che il saldo negativo risulterebbe comunque in aumento rispetto al 2024. L’attenzione è stata inoltre posta sulla situazione dell’ospedale di Terni e sulla necessità di accelerare la definizione del nuovo piano sanitario regionale, più volte annunciato ma non ancora presentato.