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Sanità, Lega all’attacco della Regione: “Prescrizioni non prese in carico, violata la legge”

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Melasecche e Tesei denunciano una situazione “grave e intollerabile” sulle liste d’attesa e annunciano segnalazioni agli organi dello Stato

La mancata presa in carico delle prescrizioni sanitarie da parte del sistema regionale finisce al centro di un duro affondo politico della Lega Umbria. A denunciarlo sono i consiglieri regionali Enrico Melasecche e Donatella Tesei, che parlano di una situazione “grave, diffusa e non più tollerabile”, soprattutto a danno di cittadini anziani e fragili.

Secondo quanto riferito dai due esponenti del Carroccio, le segnalazioni raccolte sul territorio sarebbero numerose e circostanziate, al punto da averli spinti a effettuare verifiche dirette presso diverse farmacie. In molti casi, sostengono, il sistema sanitario regionale non consentirebbe nemmeno di prendere in carico le prescrizioni mediche per l’assenza totale di appuntamenti disponibili, anche a distanza di mesi o anni.

Nel mirino finisce la presidente della Regione, accusata di aver negato l’evidenza dei problemi e di aver fatto respingere dalla maggioranza una mozione che, secondo la Lega, chiedeva unicamente la piena applicazione delle norme vigenti. “Nemmeno di fronte a fatti documentati – affermano Melasecche e Tesei – è stato dimostrato senso di responsabilità istituzionale”.

Le conseguenze descritte sarebbero pesanti: liste d’attesa “artificialmente ridotte”, cittadini costretti a ripetere le prenotazioni, a rivolgersi alla sanità privata pagando di tasca propria o a spostarsi fuori regione, anche per centinaia di chilometri. Una situazione che, secondo i consiglieri leghisti, avrebbe contribuito a un peggioramento della mobilità sanitaria passiva dell’Umbria, cresciuta del 45 per cento nel 2025.

La Lega parla apertamente di una violazione delle norme nazionali e regionali e di una lesione del diritto costituzionale alla salute. Particolarmente critica viene giudicata anche la gestione della trasparenza amministrativa, con il riferimento a presunti ritardi o mancate risposte agli accessi agli atti presentati dai consiglieri.

In assenza di risposte concrete, Melasecche e Tesei annunciano l’intenzione di presentare segnalazioni agli organi dello Stato competenti per il ripristino della legalità. Contestualmente invitano i cittadini che si trovano nella condizione di mancata presa in carico delle prescrizioni a segnalare i casi, anche in forma riservata, per contribuire a ricostruire l’effettiva portata del fenomeno.