Home Politica Sanità, Arcudi: «Spoleto e Foligno non siano messi in alternativa»

Sanità, Arcudi: «Spoleto e Foligno non siano messi in alternativa»

0
Nilo Arcudi

Il consigliere regionale interviene sul nuovo Piano sanitario e difende il ruolo del San Matteo: “Servono due presidi complementari, entrambi di livello DEA di I”

Spoleto e Foligno non devono essere messi in competizione nella riorganizzazione della sanità umbra. È la posizione del consigliere regionale Nilo Arcudi (TP-Uc), che interviene nel confronto sul nuovo Piano sanitario regionale chiedendo di mantenere un ruolo centrale per l’ospedale San Matteo degli Infermi.

Arcudi prende le mosse dalle ipotesi riportate dagli organi di stampa sul futuro assetto della rete ospedaliera. Secondo il consigliere, sarebbero allo studio soluzioni che potrebbero comportare il superamento dell’attuale ruolo del San Matteo come ospedale DEA e Punto Materno-Infantile, con una diversa integrazione del presidio spoletino nella rete regionale.

Uno scenario contestato da Arcudi, secondo il quale un eventuale ridimensionamento penalizzerebbe non soltanto Spoleto, ma anche la Valnerina e l’area del cratere sismico.

“Spoleto non può essere privata del Punto Nascita né ridotta a un presidio limitato al Pronto Soccorso e alle attività terapeutiche diurne o settimanali”, sostiene il consigliere.

La proposta è quella di rafforzare l’integrazione tra il San Matteo di Spoleto e il San Giovanni Battista di Foligno, mantenendo però entrambi gli ospedali pienamente operativi. Secondo Arcudi, la rete dovrebbe essere costruita attraverso Strutture Operative Complesse e Semplici Dipartimentali distribuite nei due plessi e con équipe specialistiche in grado di garantire i servizi in entrambe le strutture.

Per l’ospedale di Spoleto, in particolare, Arcudi indica come essenziale una base di emergenza-urgenza, chirurgia, medicina, traumatologia e cardiologia, affiancata da anestesia-rianimazione e da un Pronto Soccorso adeguato. A queste attività dovrebbero aggiungersi il mantenimento del Punto Nascita e della Pediatria.

Il consigliere richiama anche le oltre 10mila firme raccolte a sostegno dell’ospedale e le rassicurazioni fornite dalla presidente Stefania Proietti durante la campagna elettorale.

Sul resto delle funzioni, secondo Arcudi, è invece possibile aprire un confronto per costruire una rete sanitaria capace di rispondere alle esigenze dell’intera area dell’Umbria centrale e, allo stesso tempo, contribuire a ridurre la pressione sugli ospedali di Perugia e Terni.

Netta la contrarietà al cosiddetto modello del “Terzo Polo”, basato sulla concentrazione delle urgenze in un ospedale e delle attività riabilitative nell’altro. Per Arcudi occorre invece puntare su “due plessi, entrambi dotati di reparti e servizi complementari di livello DEA di I”, valorizzandone le rispettive specializzazioni.

“Foligno e Spoleto non possono essere poste in alternativa – conclude –. Il consolidamento di entrambe è l’unica strada per costruire un polo ospedaliero condiviso e qualificato, capace di valorizzare il ruolo del Centro Umbria”.