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San Gemini, abbandono di rifiuti lungo la SP 41: tre persone denunciate dai Carabinieri Forestali

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I Carabinieri Forestali di Terni hanno individuato i presunti responsabili di tre distinti episodi di abbandono illecito di rifiuti. Sanzioni, obbligo di bonifica e sospensione della patente tra le conseguenze previste dalla legge

Tre persone sono state denunciate dai Carabinieri Forestali di Terni nell’ambito di un’attività di contrasto all’abbandono illecito dei rifiuti nel territorio di San Gemini.

L’operazione rientra in una più ampia intensificazione dei controlli ambientali avviata dal Nucleo Forestale ternano per arginare un fenomeno che continua a rappresentare una criticità per il territorio. Le verifiche e le indagini svolte dai militari hanno consentito di risalire ai presunti autori di tre distinti episodi di abbandono di rifiuti, tutti avvenuti mediante l’utilizzo di un veicolo.

Le persone individuate sono state deferite all’Autorità Giudiziaria. Oltre alle conseguenze penali previste dalla normativa, dovranno sostenere le spese necessarie al ripristino dello stato dei luoghi e sono destinatarie del provvedimento di sospensione della patente di guida per almeno quattro mesi.

I rifiuti rinvenuti erano costituiti prevalentemente da materiale urbano che avrebbe potuto essere conferito gratuitamente presso i centri comunali di raccolta. Invece, secondo quanto accertato, erano stati abbandonati all’interno di sacchi di plastica lungo la Strada Provinciale 41, che collega San Gemini a Montecastrilli, e nell’area del fosso Caldaro.

I Forestali ricordano che la normativa ambientale è stata recentemente inasprita. Il Testo Unico Ambientale prevede infatti che l’abbandono o il deposito incontrollato di rifiuti costituisca reato, punito con ammende comprese tra 1.500 e 18.000 euro. Nei casi in cui il trasporto e l’abbandono avvengano mediante un mezzo a motore, è prevista anche la sospensione della patente da quattro a sei mesi.

Le attività di controllo sul territorio proseguono per prevenire ulteriori episodi e tutelare l’ambiente. Il procedimento resta comunque nella fase delle indagini preliminari e gli indagati devono considerarsi non colpevoli fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità.