Home Terni Rivolta al carcere di Terni, il SAPPE attacca: “Ritardi inaccettabili dal Dap”

Rivolta al carcere di Terni, il SAPPE attacca: “Ritardi inaccettabili dal Dap”

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Fabrizio Bonino denuncia la lentezza dell’Amministrazione penitenziaria dopo i disordini e chiede procedure più rapide a tutela del personale

Dopo la violenta rivolta scoppiata domenica scorsa alla Casa circondariale di Terni, il SAPPE – Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria – punta il dito contro i ritardi dell’Amministrazione penitenziaria nel dare seguito alle richieste avanzate nell’immediatezza dei fatti.

A parlare è Fabrizio Bonino, Segretario Nazionale SAPPE per l’Umbria, che definisce «inaccettabile» la lentezza con cui il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha risposto alle sollecitazioni successive ai gravi disordini che hanno portato alla devastazione di due sezioni detentive dell’istituto ternano.

Secondo quanto riferito dal sindacato, il personale di Polizia Penitenziaria è intervenuto prontamente, riuscendo a contenere e riportare sotto controllo una situazione di grave pericolo. Un intervento che Bonino descrive come svolto con «grande senso del dovere e professionalità encomiabile», a tutela dell’intera comunità penitenziaria.

Nell’immediatezza dei fatti, la Direzione del carcere e il SAPPE avevano chiesto con carattere d’urgenza il trasferimento di almeno cinquanta detenuti, individuando come priorità l’allontanamento di una decina di soggetti ritenuti maggiormente responsabili della rivolta. La richiesta, spiega Bonino, era stata avallata anche dal Provveditorato regionale, ma non avrebbe ricevuto un riscontro tempestivo dagli uffici superiori. L’Ufficio detenuti del Dap, nella mattinata odierna, avrebbe inizialmente fornito risposta negativa.

Solo dopo «pressanti e reiterate sollecitazioni» da parte della Segreteria regionale nei confronti del Provveditorato di Perugia e della Segreteria generale del SAPPE verso il Dipartimento, si è giunti – riferisce Bonino – all’impegno del Provveditore a disporre il trasferimento di almeno dieci detenuti verso altri istituti del distretto Umbria-Marche, strutture che lo stesso sindacato definisce già stremate dal sovraffollamento e da carenze di organico.

Pur accogliendo con soddisfazione questo primo risultato, Bonino stigmatizza con fermezza la tempistica della risposta. «Le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Terni – afferma – dopo aver fronteggiato una situazione di straordinaria gravità, si sono trovati ad attendere giorni prima di ricevere un intervento concreto da parte di chi avrebbe avuto il dovere istituzionale di agire con tempestività e decisione».

Per il Segretario Nazionale SAPPE per l’Umbria, il ritardo non rappresenta soltanto un problema procedurale, ma un segnale che pesa sul morale del personale, chiamato quotidianamente a garantire sicurezza in condizioni di oggettiva difficoltà. Da qui l’auspicio che quanto accaduto a Terni possa costituire un monito per il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, affinché vengano adottate procedure di intervento più rapide ed efficaci, capaci di assicurare risposte immediate alle esigenze degli istituti e maggiore tutela al personale e all’intero sistema penitenziario.