Perugia 37esima e in crescita grazie a istruzione e demografia; Terni conferma il 48esimo posto, trainata dalle startup ma frenata da clima e consumi
La nuova edizione della classifica del Sole 24 Ore sulla qualità della vita ridisegna il quadro umbro, confermando un trend ormai chiaro: Perugia avanza, mentre Terni mantiene la sua posizione, pur mostrando segnali contrastanti tra dinamismo economico e criticità strutturali.
Perugia sale al 37° posto (+3 rispetto al 2024) e consolida la propria presenza nella fascia medio-alta della graduatoria nazionale. I miglioramenti più significativi arrivano dalle aree demografia e società e cultura e tempo libero, grazie a una combinazione di fattori che includono speranza di vita, livello d’istruzione, utilizzo di energie rinnovabili e ridotta emigrazione sanitaria.
Un dato spicca sugli altri: Perugia è terza provincia italiana per qualità della vita delle donne, sostenuta da indicatori come occupazione femminile, presenza d’impresa, numero di amministratrici e tasso di laureate.
Sul fronte economico, la provincia registra una forte risalita nel settore affari e lavoro, dove recupera 30 posizioni, beneficiando dell’aumento del valore aggiunto pro capite e della crescita dell’occupazione femminile.
La nota dolente resta la macro-area giustizia e sicurezza: Perugia scende in più indicatori e precipita al 102° posto nazionale per furti in abitazione, con un peggioramento complessivo di 14 posizioni.
Terni si conferma al 48° posto, mantenendo lo stesso piazzamento dell’anno precedente. La provincia mostra una buona capacità di tenuta e recupera terreno in alcune categorie, pur segnando arretramenti in altre.
Il dato più rilevante è il quinto posto nazionale per incidenza di startup innovative, che conferma la vitalità del tessuto imprenditoriale locale. Positivi anche i risultati in affari e lavoro, con un miglioramento di 12 posizioni, e nella macro-area demografia e società, dove Terni mette a segno un +27 ed entra nella top 10 per “anni di studio”, iscritti all’Aire e quota di diplomati.
Le criticità emergono invece nelle categorie ricchezza e consumi, giustizia e sicurezza e cultura e tempo libero, tutte in calo. Sul piano climatico, Terni registra performance particolarmente negative: è penultima (106ª) per indice del clima, frenata da parametri legati a ondate di calore, notti tropicali e qualità dell’aria.
Umbria divisa tra crescita e stabilità
La fotografia complessiva restituisce un’Umbria in equilibrio: Perugia cresce e si distingue soprattutto per la qualità della vita femminile e per gli indicatori sociali, mentre Terni conferma la propria forza nell’innovazione, pur scontando difficoltà nei consumi, nella sicurezza e nelle condizioni climatiche.
Un quadro variegato, che evidenzia potenzialità e fragilità diverse ma complementari, nel contesto di un territorio che rimane competitivo rispetto alla media nazionale e continua a mostrare dinamiche evolutive da monitorare.












