I gruppi di minoranza in Consiglio comunale parlano di immobilismo, scelte ideologiche e scarsa attenzione alla realtà quotidiana
A dodici mesi dall’insediamento della Giunta guidata da Vittoria Ferdinandi, i gruppi consiliari di opposizione hanno organizzato una conferenza stampa per tracciare il bilancio del primo anno di amministrazione comunale. Insieme ai consiglieri comunali, ha partecipato anche l’ex vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Paola Fioroni (Lega).
Nel corso dell’incontro, i rappresentanti delle opposizioni hanno definito questo primo anno come segnato da “immobilismo, visione ideologica e distanza dai problemi concreti dei cittadini”. Diversi i temi toccati: dalla sicurezza urbana alla gestione delle politiche sociali, passando per le infrastrutture e la fiscalità locale.
Uno dei principali rilievi riguarda il tema della sicurezza. A giudizio delle opposizioni, la soppressione dell’assessorato dedicato, la revoca del taser alla polizia municipale, l’eliminazione del divieto di accattonaggio molesto e lo smantellamento del nucleo decoro urbano – in aree sensibili come Fontivegge – avrebbero inviato alla città un messaggio culturale permissivo, contribuendo a fenomeni di degrado e tensioni sociali.
Nel corso della conferenza è stato ribadito che la sicurezza è una condizione necessaria per una vera inclusione, e che proteggere famiglie, commercianti e soggetti fragili significhi garantire ordine e rispetto delle regole.
Critiche anche sul fronte della partecipazione, definita dagli esponenti di minoranza più evocata che realizzata. Secondo quanto emerso, in un anno non sarebbero stati attivati gli strumenti previsti dalla legge regionale sull’amministrazione condivisa, con il rischio di restare sul piano della retorica anziché della concretezza.
Anche le politiche per la disabilità sono finite sotto osservazione. Pur riconoscendo la disponibilità di fondi già stanziati, i gruppi di opposizione contestano la mancanza di un progetto strutturato che punti a un’autentica personalizzazione dei percorsi di vita, al di là di un approccio assistenzialista.
In materia fiscale, viene contestata la narrazione su una presunta riduzione generalizzata delle imposte locali: una misura ritenuta “limitata a poche categorie” e non sufficiente a compensare, secondo le minoranze, l’aumento delle tasse a livello regionale.
Sul versante infrastrutturale, le opposizioni lamentano un atteggiamento di chiusura rispetto alle grandi opere strategiche. Sono stati citati in particolare il Nodo di Perugia, l’Alta Velocità a Creti e il termovalorizzatore, sui quali – è stato sottolineato – non si sarebbero registrate proposte alternative da parte dell’attuale amministrazione.
Non sono mancate considerazioni sul tema della sanità, pur non essendo una competenza diretta del Comune. In particolare, è stata ricordata la centralità assunta dalla sanità pubblica nella campagna elettorale di un anno fa, a fronte – sempre secondo l’opposizione – di un’assenza di interventi concreti nei mesi successivi.
Infine, è stato tracciato un quadro critico anche sul piano urbano e sociale: si è parlato di “manutenzioni carenti, verde pubblico trascurato, strade dissestate”, e di una rete dei nidi comunali che non riuscirebbe a rispondere pienamente alle necessità delle famiglie.
“Un anno dopo, Perugia è una città più disordinata, più isolata, più debole” è stata una delle valutazioni emerse durante l’incontro. Le opposizioni, infine, hanno ribadito l’intenzione di proseguire un’azione “presente, concreta e costruttiva” all’interno del Consiglio comunale.





































