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Phobos, il Tar riapre il caso: annullato il no della Regione sull’impianto eolico

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Lassessore Thomas De Luca (ph. A. Mirimao)

Accolto il ricorso di Rwe Renewables. De Luca: “Decisione prevedibile, ma restano le responsabilità politiche”

Il progetto eolico “Phobos” torna al centro della scena dopo la sentenza del Tar Umbria che ha accolto il ricorso di Rwe Renewables Italia, cancellando la decisione con cui la Regione aveva bloccato l’intervento.

Il pronunciamento dei giudici amministrativi riapre di fatto una partita mai davvero chiusa, segnata da passaggi procedurali complessi e da uno scontro istituzionale che si trascina da anni.

L’esito, secondo la Regione, non rappresenta una sorpresa. A pesare è stato infatti il precedente orientamento del Consiglio di Stato sul tema del silenzio-assenso, che ha inciso sull’intero iter autorizzativo.

Il Tar ha quindi annullato l’atto regionale dello scorso novembre, riportando il progetto in una posizione favorevole dal punto di vista procedurale.

La posizione della Regione

Nonostante la sentenza, la Giunta regionale non cambia linea. L’assessore all’Ambiente Thomas De Luca ha ribadito che la contrarietà all’impianto resta ferma, definendo la vicenda un “paradosso giuridico”.

Secondo De Luca, la decisione dei giudici non mette in discussione le motivazioni di merito, ma evidenzia piuttosto criticità nella gestione del procedimento negli anni passati.

Nel mirino dell’assessore finiscono in particolare le scelte – o le mancate scelte – del 2023, quando, sostiene, il procedimento avrebbe dovuto essere chiuso o portato a termine nei tempi previsti.

Le responsabilità politiche

La lettura politica della vicenda è netta. Da un lato, la precedente amministrazione regionale, accusata di non aver gestito correttamente la pratica; dall’altro, il Governo nazionale.

De Luca richiama infatti la decisione del Consiglio dei Ministri del giugno 2023, che aveva espresso parere favorevole al progetto. Una scelta che, secondo l’assessore, ha inciso in modo determinante sull’evoluzione della vicenda, arrivando a superare anche valutazioni tecniche contrarie.

Un progetto divisivo

L’impianto Phobos, previsto tra Orvieto e Castel Giorgio, continua a dividere il territorio. Il confronto si muove tra esigenze di sviluppo delle energie rinnovabili e tutela di un’area considerata sensibile sotto il profilo paesaggistico.

Un equilibrio difficile che negli anni ha alimentato opposizioni locali, ricorsi e un contenzioso che ora torna in primo piano.

Scenario aperto

La sentenza del Tar non chiude il dossier, ma lo rilancia. Il progetto potrebbe ora conoscere nuovi sviluppi, mentre la Regione conferma la propria intenzione di difendere la posizione assunta.