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Perugia, un anno di amministrazione Ferdinandi: “La partecipazione è il nostro metodo”

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Alla Sala dei Notari la sindaca e la Giunta hanno tracciato il bilancio del primo anno di mandato. “Non propaganda, ma trasparenza e confronto con la città”

Una sala gremita, un confronto aperto e diretto tra istituzioni e cittadinanza. Martedì 25 giugno la Sala dei Notari ha ospitato l’incontro pubblico promosso dalla sindaca Vittoria Ferdinandi e dalla Giunta comunale per fare il punto sul primo anno di amministrazione. Un appuntamento molto partecipato, moderato da giornalisti delle principali testate locali, che ha voluto rappresentare una nuova forma di comunicazione politica: “Non è propaganda – ha chiarito la sindaca – ma condivisione della complessità e accessibilità della macchina pubblica”.

Nel suo intervento introduttivo, Ferdinandi ha sottolineato il cambio di passo rispetto al passato: “La nostra è un’amministrazione che ascolta, coinvolge e costruisce reti. La partecipazione non è uno slogan, ma un metodo che orienta ogni scelta, fondata su una visione integrata e un lavoro trasversale tra assessorati”.

Tra i temi centrali affrontati: sicurezza intesa in modo strutturale, presenza nei quartieri, rafforzamento delle reti sociali, cultura come leva di coesione. “Siamo in un momento storico difficile per gli enti locali – ha aggiunto – ma non ci siamo limitati a denunciare, abbiamo scelto di assumere responsabilità e costruire soluzioni condivise”.

I contributi degli assessori: bilanci e prospettive

Alessandra Sartore, assessora al Bilancio, ha illustrato il lavoro di ottimizzazione delle risorse: “Abbiamo consolidato i conti pubblici, aumentando la capacità di spesa dell’Ente e riducendo pressione fiscale e indebitamento pro-capite”.

Francesca Tizi, all’Istruzione, ha parlato di “rivoluzione silenziosa” per il sistema 0–6 anni: 790 posti nido, 12 milioni investiti, nuovo bando mensa da 25 milioni. E l’innovazione educativa passa anche dai progetti STEAM nei nidi.

Marco Pierini, vicesindaco e assessore alla Cultura, ha rilanciato il ruolo culturale di Perugia: dalla candidatura a Capitale italiana del Libro alla collaborazione con Harvard sul policentrismo urbano.

Fabrizio Croce, assessore al Centro storico, ha presentato “Discover Perugia” e le nuove politiche per affitti brevi e “movida”: “Gestire, non reprimere – ha spiegato – per favorire la convivenza”.

David Grohmann, all’Ambiente, ha illustrato i dati sugli sfalci (oltre 2 milioni di m²), nuove piantumazioni (307 alberi), e progetti futuri: Consulta del Verde, piano per il verde urbano e studio su una possibile azienda agricola comunale.

Pierluigi Vossi, mobilità e impianti sportivi, ha annunciato investimenti per i Rimbocchi (1 milione), il Percorso Verde e nuovi spazi sportivi. In arrivo il nuovo regolamento per la concessione degli impianti, con criteri di qualità e inclusività.

Costanza Spera, politiche sociali, ha snocciolato i numeri del welfare: 3 milioni per il progetto DesTeenazioni, potenziamento dei centri antiviolenza, 500mila euro per le case popolari e 300mila euro per l’autonomia delle persone con autismo. “Empowerment è la parola chiave: i cittadini devono essere protagonisti, non destinatari”.

Andrea Stafisso, sviluppo economico e digitale, ha parlato di impatto dei centri commerciali, sostegno a PMI e digitalizzazione: wifi in tutte le scuole, nuovo sito, Digipass, e il progetto PG4Ideas per l’autoimprenditorialità giovanile.

Francesco Zuccherini, urbanistica e lavori pubblici, ha annunciato un piano strade da 6,5 milioni per il 2025, nuovi mezzi per 600mila euro e interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Con l’Agenda Urbana, in arrivo 16 milioni per Monteluce e San Sisto.

Un nuovo modello di rendicontazione

L’incontro si è chiuso con un messaggio chiaro: trasparenza non solo come dovere, ma come fondamento di un nuovo modello amministrativo. “Raccontare anche i limiti – ha detto la sindaca – è il primo passo per costruire una comunità consapevole”.

E un auspicio finale: “Che nessuno consideri divisivo issare la bandiera della pace su Palazzo dei Priori. Perché la pace non divide, ma indica il senso profondo della politica”.