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Perugia, quattro nuovi diaconi permanenti: l’ordinazione nella vigilia di San Lorenzo

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L’arcivescovo Ivan Maffeis presiederà la celebrazione in cattedrale. Con i nuovi ingressi saranno oltre 50 i diaconi permanenti dell’Arcidiocesi perugino-pievese

La festa di San Lorenzo, martire, diacono e patrono della cattedrale di Perugia, si arricchisce quest’anno di un momento particolarmente significativo per la comunità diocesana: l’ordinazione di quattro nuovi diaconi permanenti.

Oggi, Domenica 9 agosto alle 18, nella vigilia della festa liturgica del Santo, l’arcivescovo Ivan Maffeis ordinerà in cattedrale Fabrizio Fabi, Giuseppe Mazzini, Dante Paolucci e Massimiliano Pippi. Con il loro ingresso, il numero complessivo dei diaconi permanenti dell’Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve supererà quota 50.

La celebrazione anticiperà la solenne concelebrazione eucaristica della festa di San Lorenzo, in programma lunedì 10 agosto alle 18, sempre in cattedrale. A presiederla sarà l’arcivescovo Maffeis insieme ai canonici del Capitolo di San Lorenzo, con l’animazione liturgica affidata alla Corale Laurenziana.

Chi sono i quattro nuovi diaconi

I candidati arrivano da esperienze personali, familiari e professionali differenti, accomunate da un lungo percorso di preparazione al servizio della Chiesa.

Fabrizio Fabi, 52 anni, appartiene alla parrocchia di San Michele Arcangelo in Agello. È dipendente della Brunello Cucinelli Spa, è sposato con Genni ed è padre di tre figli.

Giuseppe Mazzini, 67 anni, della parrocchia di Santa Maria Assunta in Monteluce, è in pensione dopo aver lavorato per 44 anni come direttore di carcere. È sposato con Catia e ha due figli.

Dante Paolucci, 52 anni, della parrocchia di San Giovanni Battista in Pieve di Campo, lavora come educatore in un centro diurno per persone con gravi disabilità. È sposato con Marina ed è padre di tre figli.

Massimiliano Pippi, 68 anni, appartiene alla parrocchia di San Bartolomeo in Ponte San Giovanni. Celibe, è da alcuni anni in pensione.

Dietro l’ordinazione c’è un percorso lungo e articolato, come spiega don Alessio Fifi, delegato episcopale al diaconato permanente.

La preparazione prende avvio con la presentazione dell’aspirante da parte del parroco e prosegue con due anni di aspirantato, durante i quali viene verificata la reale vocazione. In caso di esito positivo arriva l’ammissione tra i candidati, seguita da altri tre anni di formazione liturgica, teologica e spirituale fino all’ordinazione.

Un cammino che, per gli uomini sposati, coinvolge direttamente anche la famiglia.

«La moglie assume una grande importanza – sottolinea don Fifi –. Il cammino è pienamente vissuto e condiviso tra i coniugi».

La responsabilità della formazione iniziale e permanente dei diaconi è affidata a un’équipe della quale fanno parte, oltre a don Alessio Fifi, anche don Francesco Verzini, rettore del Seminario Regionale, don Mathy Ilamparithy, don Pietro Ortica, don Luca Bartoccini, il diacono Giovanni Lolli con la moglie Antonietta e il diacono Luigi Germini con la moglie Maria Rosaria.

La presenza dei diaconi permanenti, ricorda don Fifi, rappresenta una risorsa importante per parroci e comunità parrocchiali.

Sono «testimoni autorevoli del servire in Cristo a cui sono chiamati tutti i battezzati» e spesso assumono responsabilità nei diversi ambiti della pastorale, con una particolare attenzione alle attività caritative e al servizio delle persone più fragili.

L’ordinazione dei quattro nuovi diaconi nella vigilia di San Lorenzo assume così anche un forte valore simbolico: il martire cui è dedicata la cattedrale di Perugia è infatti considerato nella tradizione cristiana uno dei più grandi esempi di diaconia e servizio ai poveri.