L’adolescente, già sottoposto a obbligo di permanenza domiciliare, è intervenuto durante una lite tra la madre e il compagno. Ora si trova nel carcere minorile di Firenze
È intervenuto per difendere la madre durante un’accesa lite in famiglia, ma la reazione è stata di una violenza tale da costargli un’accusa pesantissima: tentato omicidio. Protagonista, un ragazzo di appena 16 anni, arrestato dalla Polizia di Stato a Perugia e ora rinchiuso nel carcere minorile di Firenze.
Tutto è cominciato con una chiamata al Numero Unico di Emergenza che segnalava una lite familiare in corso e una persona ferita. Quando gli agenti sono arrivati sul posto, hanno trovato un uomo riverso a terra, privo di sensi e con gravi lesioni. L’intervento tempestivo del 118 ha permesso di stabilizzarlo e trasportarlo all’ospedale Santa Maria della Misericordia, dove i medici hanno diagnosticato lesioni guaribili in 30 giorni.
Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, a seguito della lite tra la madre e il compagno, il figlio maggiore della donna — già con precedenti e sottoposto a misura cautelare per altri reati — sarebbe intervenuto in difesa della madre. Ma la situazione è presto degenerata: il ragazzo ha colpito con violenza il patrigno, al volto e al corpo, utilizzando anche una spranga di ferro.
Dopo l’aggressione, il giovane si è dato alla fuga, infrangendo così anche l’obbligo di permanenza domiciliare cui era sottoposto. È stato però rintracciato in breve tempo dagli agenti e portato in Questura, dove ha ammesso le proprie responsabilità.
Su disposizione del pubblico ministero di turno presso la Procura dei Minorenni, il sedicenne è stato arrestato e trasferito all’Istituto Penale Minorile di Firenze. Il GIP ha poi convalidato l’arresto e disposto la misura della custodia cautelare in carcere.































