Da Boetti a Maria Lai, una mostra “extra-ordinaria” mette in dialogo il Medioevo con l’arte di oggi
Non è (solo) una mostra d’arte. EXTRA. Segni antichi/Visioni contemporanee, in programma fino al 6 gennaio 2026 a Palazzo Baldeschi, è un esperimento culturale che attraversa i secoli: da un lato, centinaia di pergamene medievali finemente decorate; dall’altro, opere di grandi artisti contemporanei come Alighiero Boetti, Emilio Isgrò, Maria Lai, David Tremlett. A unirli, un’idea forte: l’arte non ha tempo, e anche il passato può parlare il linguaggio del presente.
Il progetto nasce da una recente acquisizione della Fondazione Perugia: circa 1700 copertine in pergamena databili tra il XIII e il XV secolo, appartenute agli archivi storici del Comune. Documenti di uso quotidiano – contratti, elenchi, resoconti giudiziari – che diventano oggi testimoni visivi e materiali della storia urbana.

Ma la vera sfida della mostra, curata da Marco Tonelli, è mettere questi oggetti in relazione con oltre 40 opere contemporanee: non per spiegare o decorare, ma per creare un cortocircuito visivo, fatto di accostamenti simbolici, materici, iconografici o puramente evocativi.
Cinque stanze, infiniti sguardi
Il percorso si articola in cinque sezioni tematiche:
- Figurazioni: dove stemmi araldici con animali fantastici incontrano la ceramica iperrealista di Bertozzi & Casoni, le invenzioni visive di Serafini, le pitture di Arruzzo.
- Astrazioni: motivi geometrici medievali si confrontano con le ricerche formali di Tremlett, Cannavacciuolo, Pepper.
- Motivi: i segni minimi diventano arte autonoma nei lavori di Boetti, Dessì, Bianchi, Griffa.
- Simboli: stemmi misteriosi dialogano con Tilson, La Pietra, Paladino, Ontani.
- (Ri)scritture: le pergamene rovinate dal tempo trovano eco nelle cancellature di Isgrò, nelle cuciture narrative di Maria Lai, nei frammenti di Novelli.
Ogni sezione offre un doppio sguardo: quello filologico e quello poetico, tra la concretezza del documento e l’intuizione dell’artista.
L’arte fuori dagli schemi
Il titolo EXTRA si rifà al termine latino extraordinariorum, trovato su una delle pergamene, che indicava norme fuori dall’ordinario. Ed è proprio in questa tensione “fuori schema” che la mostra trova la sua forza: nessuna linearità, nessuna didascalia facile, ma un invito a osservare oltre il consueto, mettendo a confronto stratificazioni di senso e materia.
“L’intento non è rendere più comprensibili le pergamene – spiega il curatore Tonelli – ma attivarle attraverso lo sguardo contemporaneo, facendo emergere tutta la loro forza visiva e la loro attualità iconica.”
Il progetto include anche una collaborazione con Umbria Jazz, con l’esposizione di uno dei manifesti ufficiali disegnati da David Tremlett per celebrare i 50 anni del festival estivo e i 30 dell’edizione invernale.
Non solo arte, ma patrimonio vivo
Come sottolinea Alcide Casini, presidente della Fondazione, “questa mostra è un gesto di tutela e insieme di visione. Vogliamo che il patrimonio storico diventi materia viva, capace di generare nuovi sguardi e nuove narrazioni”.
Il catalogo della mostra, edito da Fabrizio Fabbri Editore, raccoglie saggi di Marco Tonelli, Massimiliano Bassetti e Filippo Orsini.
EXTRA. Segni antichi/Visioni contemporanee
17 giugno 2025 – 6 gennaio 2026
Palazzo Baldeschi al Corso, Perugia
mar-ven 15:00-19:30; sab-dom 10:30-19:30
7 euro intero, 4 euro ridotto. Convenzioni attive con Trenitalia Regionale, PostModernissimo, Saba-Sipa
www.fondazioneperugia.it
075 5734760
Una mostra per chi ama la bellezza dell’antico e la forza del contemporaneo, e non teme di perdersi tra segni che continuano a parlare.



















