Inoltre disposto un risarcimento immediato da 250mila euro alla famiglia Piampiano. Il giudice invia gli atti per l’ipotesi di omissione di soccorso
Quattro anni, due mesi e venti giorni di reclusione: è la condanna inflitta dal gup di Firenze a Piero Fabbri per la morte di Davide Piampiano, il 24enne di Assisi colpito mortalmente durante una battuta di caccia nel gennaio 2023.
Il giudice ha riconosciuto Fabbri responsabile di omicidio colposo, escludendo la configurabilità dell’omicidio volontario con dolo eventuale richiesta dalla parte civile. Disposta anche una provvisionale complessiva di 250mila euro in favore dei familiari della vittima.
Accolta la richiesta di trasmissione degli atti alla Procura per valutare un’eventuale contestazione di omissione di soccorso. Secondo quanto emerso nel processo, dopo lo sparo l’imputato avrebbe tenuto una condotta ritenuta meritevole di ulteriori accertamenti, nonostante le perizie abbiano stabilito che il decesso sarebbe avvenuto anche in caso di soccorsi immediati.
Tra gli elementi centrali del dibattimento figura un filmato registrato dalla GoPro indossata da Piampiano, che ha ripreso le fasi dell’incidente avvenuto l’11 gennaio 2023 nella zona del Fosso delle Carceri, ai piedi del Monte Subasio.
Soddisfazione parziale da parte dei familiari del giovane, che avevano chiesto una qualificazione più grave del reato, mentre la difesa ha ribadito la natura esclusivamente colposa dell’accaduto.
Con la sentenza si chiude una prima fase del procedimento, che potrebbe riaprirsi con un nuovo filone legato all’ipotesi di omissione di soccorso.
































