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Trasporti umbri in crisi: “Pendolari e studenti allo stremo, il governo distrugge il sistema ferroviario”

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Immagine di tirachardz su Freepik

Il segretario della Filt Cgil Umbria, Ciro Zeno, denuncia la situazione drammatica della mobilità su ferro nella regione: “Da Perugia a Roma anche quattro ore di viaggio. Le Ferrovie devono restare pubbliche”

Viaggiare in treno in Umbria è diventato sempre più difficile. Ritardi, soppressioni improvvise e collegamenti insufficienti rendono la vita impossibile a pendolari e studenti. A lanciare l’allarme è Ciro Zeno, segretario della Filt Cgil Umbria, che parla di una vera e propria emergenza per la mobilità regionale.
“Stanno versando lacrime amare i lavoratori e gli studenti umbri, per i quali è ormai diventata un’impresa spostarsi da una qualsiasi parte dell’Umbria verso Perugia, Foligno, Orvieto, Firenze o Roma”, denuncia Zeno.

Secondo il sindacato, le responsabilità del degrado dei collegamenti ferroviari sono da attribuire al governo Meloni e al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

“Le responsabilità del governo sono immani – prosegue il segretario –. Il governo Meloni e il ministro Salvini stanno distruggendo i trasporti pubblici, in particolare il gruppo Ferrovie dello Stato. Le FS devono restare pubbliche: quanto sta accadendo rischia di mettere in ginocchio il sistema ferroviario italiano entro due anni”.
Le conseguenze economiche e sociali per le famiglie umbre sono pesanti. La carenza di collegamenti efficienti costringe molti studenti ad affittare stanze nelle città universitarie, con canoni che possono arrivare anche a mille euro al mese. “Questo – spiega Zeno – genera disagio, povertà e nei casi più gravi impedisce ai giovani di proseguire gli studi”.

Allo stesso tempo, molte città umbre si stanno spopolando, perché lavoratori e famiglie si trasferiscono verso aree meglio collegate, nel tentativo di evitare ritardi cronici e tempi di percorrenza ormai “biblici”.
“Questo non è vivere, è sopravvivere – aggiunge Zeno –. I trasporti devono essere pubblici e garantire la mobilità a tutti. Non si può privilegiare l’alta velocità abbandonando il resto del Paese. Da Perugia a Roma si impiegano anche quattro ore, da Orvieto conviene prendere l’auto fino a Orte, e da Foligno la Capitale resta una meta quasi irraggiungibile”.
Per la Filt Cgil Umbria serve un intervento unitario delle istituzioni regionali.
“Chiediamo che tutte le forze politiche, i sindaci e i presidenti di provincia si uniscano – conclude Zeno – per elaborare un documento comune che tuteli gli umbri e apra un dialogo con Toscana, Marche e Lazio, regioni che vivono le stesse difficoltà. I pendolari non possono essere schiavi dei trasporti che non funzionano: meritano dignità e soluzioni concrete, non slogan”.