Richiesta di audizione della presidente Proietti in commissione a Perugia: “Tema tra sanità e welfare”
Un ospedale veterinario pubblico e gratuito, attivo 24 ore su 24, al centro del dibattito istituzionale tra Comune e Regione. È la proposta rilanciata dalla consigliera comunale di minoranza Margherita Scoccia, che ha chiesto l’audizione in Quarta commissione della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, titolare della delega alla sanità.
La richiesta è stata indirizzata al presidente della commissione Fabrizio Ferranti e si inserisce nel percorso avviato per valutare la fattibilità di un servizio veterinario pubblico gratuito, destinato in particolare ad animali randagi, senza famiglia o appartenenti a nuclei in difficoltà economica.
Secondo Scoccia, il coinvolgimento della Regione è fondamentale: «L’ospedale veterinario pubblico rientra nelle politiche sanitarie di competenza diretta della presidente Proietti. Si tratta di un tema che incrocia sanità, welfare e gestione del territorio».
L’iniziativa, già sperimentata in altre realtà italiane, rappresenterebbe una novità assoluta per l’Umbria. «Sarebbe il primo servizio di questo tipo nella regione – sottolinea la consigliera – e per questo è necessario valutarne attentamente l’impatto, anche in considerazione del fatto che potrebbe attrarre utenza da tutto il territorio umbro».
Prosegue intanto l’attività della commissione, con un ciclo di audizioni dedicate al tema. Dopo gli interventi di Brigitta Favi, responsabile dell’Unità operativa speciale Randagismo e igiene urbana dell’Usl Umbria 1 e del Canile sanitario di Collestrada, e della volontaria Linda Boranga, sono state avanzate nuove richieste di approfondimento.
Scoccia ha indicato per le prossime audizioni Vincenzo Caputo, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche, e Salvatore Macrì, dirigente del Servizio Prevenzione Sanità Veterinaria della Regione. Il presidente Ferranti ha invece proposto di ascoltare anche il professor Marco Pepe, direttore del Centro di ricerca sul cavallo sportivo e del Dipartimento di Medicina Veterinaria.
Alla base della proposta c’è anche una riflessione sul crescente peso economico delle cure veterinarie e sul valore sociale degli animali da compagnia. «Per molte persone, in particolare anziani e soggetti fragili, gli animali rappresentano un supporto fondamentale – evidenzia Scoccia – ma i costi delle cure, soprattutto in caso di emergenza, sono spesso insostenibili».
Una criticità che, in assenza di interventi pubblici, può avere conseguenze rilevanti: dalla rinuncia alle cure all’abbandono degli animali, fino all’aumento del randagismo e dei costi a carico della collettività.

































