Il 18enne accusato dell’uccisione del capomastro sarà trasferito in una struttura terapeutica. Confermata la pericolosità sociale
Era incapace di intendere e di volere al momento dell’omicidio di Salvatore Postiglione, il 56enne ucciso con decine di coltellate il 7 novembre 2024 a Foligno. È la conclusione della perizia psichiatrica eseguita dalla dottoressa Matilde Forghieri sul giovane imputato, oggi 18enne, processato davanti al tribunale per i minorenni di Perugia per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il ragazzo soffriva di un grave disturbo schizofrenico accompagnato da un delirio persecutorio che avrebbe compromesso completamente la capacità di comprendere il significato delle proprie azioni. La consulente nominata dal tribunale ha individuato un collegamento diretto tra la patologia psichiatrica e il delitto avvenuto nella zona industriale della Paciana.
L’omicidio si consumò nelle prime ore del mattino in via La Louvière. In base alla ricostruzione investigativa, il giovane raggiunse il parcheggio armato di coltello, attese l’arrivo dell’ex collega e lo aggredì violentemente. Postiglione venne colpito prima con una bottiglia e poi con numerosi fendenti mentre tentava di allontanarsi.
Le indagini della Squadra Mobile di Perugia portarono rapidamente all’arresto del giovane anche grazie all’analisi delle telecamere di videosorveglianza, che permisero di ricostruire il tragitto compiuto in monopattino dalla sua abitazione fino al luogo dell’omicidio. Durante gli interrogatori il ragazzo confessò il delitto, sostenendo di avere subito minacce e avances sessuali dalla vittima.
La perizia è stata eseguita nell’ambito del rito abbreviato richiesto dai difensori del 18enne, gli avvocati Ilario Taddei e Samuele Ferocino. Pur riconoscendo l’incapacità di intendere e di volere all’epoca dei fatti, la consulente ha evidenziato la permanenza di una condizione di pericolosità sociale, sebbene oggi attenuata grazie al percorso terapeutico seguito dal ragazzo durante la detenzione nell’Istituto penale minorile di Firenze.
Il tribunale dei minori ha quindi disposto che la Usl Umbria 2 individui una struttura residenziale specializzata dove il giovane possa proseguire le cure. Fino a quel momento resterà detenuto nel carcere minorile fiorentino.
Secondo la consulente, il 18enne è comunque attualmente in grado di affrontare il processo. La discussione finale è stata rinviata al prossimo luglio, quando accusa e difesa presenteranno le proprie conclusioni davanti al collegio giudicante.































