La Procura di Perugia conclude le indagini e rafforza il quadro accusatorio: il caso entra nella fase decisiva
La Procura di Perugia ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari sull’omicidio di Hekuran Cumani, il 23enne di Fabriano ucciso durante una violenta lite nel parcheggio della facoltà di Matematica dell’Università di Perugia.
Si tratta di un passaggio chiave che chiude la fase investigativa e apre alla possibile richiesta di rinvio a giudizio. Gli indagati hanno ora venti giorni per presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati. Il procedimento entra così nella sua fase processuale, mentre restano ancora da chiarire alcuni aspetti cruciali della vicenda che ha profondamente scosso la città.
Omicidio Cumani: accuse rafforzate e nuovi reati contestati
Dopo mesi di indagini, la pm Gemma Miliani ha consolidato il quadro accusatorio, introducendo nuove contestazioni nei confronti di Yassin Hassen Amri, 21 anni, ritenuto il principale indiziato dell’omicidio.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Amri sarebbe l’autore materiale del delitto ed è ora indagato anche per lesioni aggravate in concorso con un buttafuori. L’episodio riguarda l’aggressione a Samuele Cumani, fratello della vittima, accoltellato a entrambe le gambe e rimasto gravemente ferito.
Amri ha sempre respinto ogni accusa, dichiarandosi estraneo ai fatti.
Coltello nel Tevere e cellulare: le prove chiave dell’indagine
Tra gli elementi più rilevanti emerge il ritrovamento dell’arma del delitto: un coltello recuperato nel letto del fiume Tevere, nei pressi del ponte vecchio di Ponte San Giovanni.
Il recupero, reso possibile grazie alle intercettazioni, ha portato i sommozzatori dei vigili del fuoco a rinvenire anche il cellulare dell’indagato. Secondo il medico legale, la lama è compatibile con la ferita mortale, rafforzando il quadro indiziario.
All’interno del telefono sono state trovate inoltre immagini pedopornografiche e video in cui Amri appare mentre brandisce un coltello e minaccia qualcuno, elementi che delineano un contesto di violenza già precedente ai fatti.
Le minacce prima del delitto e la notte della movida
Le indagini della Squadra Mobile hanno ricostruito anche episodi precedenti all’omicidio, in particolare quanto accaduto la notte del 17 ottobre.
Secondo gli investigatori, Amri e Mohamed Abid — nel frattempo scarcerato — avrebbero minacciato con coltelli un gruppo di ragazzi al termine di una lite nella zona di Ponte San Giovanni.
A questi fatti si collegano ulteriori accuse che coinvolgono anche la fidanzata di Abid. Le contestazioni richiamano per modalità e gravità quanto avvenuto la notte dell’omicidio.
In particolare, all’uscita della discoteca “100Dieci”, gli indagati avrebbero minacciato gli amici della vittima, arrivando a puntare più volte un coltello alla gola di alcuni di loro.
La dinamica dell’aggressione: cosa emerge dagli accertamenti
Secondo gli accertamenti, il coltello — una lama da cucina lunga circa 30 centimetri — sarebbe stato raccolto da terra durante la colluttazione.
Amri lo avrebbe quindi utilizzato contro Hekuran Cumani, mentre brandiva anche un secondo coltello. Sulla lama è stata rilevata una traccia di sangue che, secondo gli esperti, non deriverebbe da un contatto diretto: un elemento che resta al centro delle valutazioni investigative.
Le posizioni degli altri indagati
Mohamed Abid è indagato per porto abusivo di oggetti atti a offendere e per minacce aggravate. Recentemente ha patteggiato una pena di sei mesi per un’altra vicenda legata all’aggressione ai buttafuori dell’Urban.
Il suo difensore ha sostenuto che il proprio assistito avrebbe sempre detto la verità, mentre al momento non risultano conferme sulle nuove accuse di minaccia.
Nessun commento invece da parte del legale di Amri, dopo il rigetto in Cassazione della richiesta di annullamento della misura cautelare in carcere.
Un caso che scuote Perugia: attesa per il processo
La chiusura delle indagini restituisce un quadro articolato e sempre più definito, ma ancora non privo di zone d’ombra.
Dal ritrovamento del coltello nel Tevere ai contenuti del cellulare, fino alla ricostruzione degli episodi precedenti al delitto, emerge un contesto di crescente violenza culminato tragicamente nella notte dell’omicidio.
Sarà ora il processo a stabilire responsabilità precise, mettendo a confronto accusa e difesa su elementi chiave come la dinamica dell’aggressione e le prove tecniche.
Il caso Cumani resta però anche uno specchio delle tensioni che attraversano il mondo giovanile e la movida, interrogando non solo la giustizia, ma l’intera comunità perugina.















