Il Riesame respinge il ricorso della difesa. L’avvocato Bochicchio: «Nessuna traccia della vittima sui vestiti, attendiamo le motivazioni per decidere il da farsi»
Il tribunale del Riesame ha confermato la custodia cautelare in carcere per Yassin Amri, 21 anni, accusato dell’omicidio di Hekuran Cumani. I giudici hanno respinto la richiesta avanzata dalla difesa, che contestava l’assenza di gravi indizi a carico del giovane. Il dispositivo, notificato nel primo pomeriggio, sarà seguito dalle motivazioni nei prossimi giorni.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Vincenzo Bochicchio, aveva chiesto la scarcerazione o, in alternativa, una misura meno restrittiva. La procura, invece, aveva ribadito la solidità degli elementi raccolti: le testimonianze di due amici che avrebbero visto Amri con un coltello insanguinato dopo il delitto, quelle di altri conoscenti che riferiscono confidenze del giovane, e diversi comportamenti interpretati come tentativi di ostacolare le indagini, tra cui la cancellazione dei messaggi dal cellulare, il lancio del telefono nel Tevere e il cambio d’abiti.
Contattato dalla nostra redazione, l’avvocato Bochicchio ha reso noto che la difesa attende la lettura delle motivazioni del Riesame per decidere se proporre ricorso in Cassazione. Interpellato sulle testimonianze citate dalla procura, il legale ha osservato:
«Gli esami genetici effettuati sui vestiti di Amri non hanno rilevato tracce biologiche della vittima. Come può aver nascosto un coltello sporco di sangue senza che sia rimasta alcuna traccia?».
Secondo il difensore, restano «diverse questioni da chiarire», che saranno valutate alla luce del documento che il Riesame depositerà.
Le motivazioni dei giudici sono attese per orientare i prossimi passi della difesa e chiarire le ragioni della conferma della misura cautelare.






























