Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Tp-Uc contestano il bando per sei dirigenti e decine di figure professionali. Nel mirino i costi, le selezioni e la pubblicazione ad agosto: «Gli umbri non possono essere il bancomat della Giunta Proietti»
Sei nuovi dirigenti, decine di altre figure professionali e una spesa che, secondo i partiti di opposizione, si aggirerebbe intorno ai due milioni di euro ogni anno. Il nuovo bando per le assunzioni in Regione diventa terreno di scontro politico, con il centrodestra che punta il dito contro la Giunta Proietti e mette a confronto i nuovi costi della macchina amministrativa con le difficoltà della sanità umbra.
A sollevare il caso sono Donatella Tesei ed Enrico Melasecche della Lega Umbria, Eleonora Pace, Matteo Giambartolomei e Paola Agabiti di Fratelli d’Italia, Andrea Romizi e Laura Pernazza di Forza Italia e Nilo Arcudi di Tp-Uc.
I consiglieri contestano innanzitutto quella che considerano una contraddizione nelle scelte della maggioranza: da una parte l’aumento di Irpef e Irap fino al 2029, dall’altra nuove spese per ampliare il personale regionale.
«La Giunta Proietti aumenta le tasse, Irpef e Irap fino al 2029, ma anziché rilanciare i servizi sanitari, come promesso, utilizza le risorse pubbliche per aumentare le poltrone e aggravare ulteriormente i costi della macchina regionale», affermano.
Il confronto con la sanità e le liste d’attesa
È proprio la situazione del sistema sanitario uno dei punti sui quali si concentra maggiormente l’attacco.
I partiti di opposizione parlano di liste d’attesa che avrebbero superato quota 70mila, servizi ridimensionati e difficoltà per i cittadini nell’accesso alle prestazioni. Condizioni che, sostengono, spingerebbero sempre più persone a rivolgersi al privato o addirittura a rinunciare alle cure.
In questo quadro, la scelta di procedere con nuove assunzioni nella struttura regionale viene duramente contestata da Lega, FdI, Forza Italia e Tp-Uc, che chiedono alla Giunta di spiegare quale sia il reale fabbisogno alla base dell’operazione.
Bando nel pieno dell’estate, scoppia la polemica
A suscitare perplessità nei gruppi di minoranza non sono soltanto i costi. Nel mirino finisce anche il momento scelto per pubblicare il bando.
La procedura viene infatti avviata nel mese di agosto e, secondo quanto evidenziato dai consiglieri, i candidati avrebbero appena un mese di tempo per presentare le domande.
Una tempistica che i partiti di opposizione ritengono meritevole di chiarimenti, considerando che il periodo estivo coincide con una fisiologica riduzione dell’attività politica e istituzionale e dell’attenzione dell’opinione pubblica.
«Quando si parla di nuove assunzioni, posizioni dirigenziali e milioni di euro di spesa strutturale, la trasparenza non può essere un optional e il periodo delle vacanze estive non può diventare una zona franca dell’azione amministrativa», sostengono.
Dirigenti, fari puntati sui criteri di selezione
Altro fronte della polemica riguarda le procedure per individuare i nuovi dirigenti. Il percorso selettivo, secondo quanto riferito dai consiglieri, prevederebbe una valutazione basata su titoli e colloquio, senza prove d’esame.
Gli stessi esponenti della minoranza precisano che si tratta di una modalità che può essere prevista dalla normativa, ma chiedono proprio per questo la massima chiarezza sui criteri di valutazione e sulle garanzie di imparzialità.
Ulteriori dubbi riguardano alcuni profili destinati a settori come servizi sociali, ambiente e spettacoli. L’opposizione contesta la possibilità di presentare la candidatura anche con lauree non direttamente attinenti all’ambito della posizione, purché accompagnate dalle esperienze specifiche previste.
Da qui l’interrogativo sollevato dai consiglieri: «A che scopo? Un’operazione finalizzata alla futura stabilizzazione di questi dirigenti?».
Proietti e Bori nel mirino, critiche anche a M5S e Avs
L’attacco politico coinvolge direttamente la presidente della Regione Stefania Proietti e l’assessore Tommaso Bori, accusati dai gruppi di opposizione di chiedere sacrifici economici agli umbri per far fronte alle esigenze di bilancio e, nello stesso momento, di aumentare i costi della macchina regionale.
Critiche vengono rivolte anche al Movimento 5 Stelle e ad Alleanza Verdi e Sinistra, che sostengono la maggioranza. Secondo Lega, FdI, FI e Tp-Uc, le due forze politiche sarebbero rimaste in silenzio nonostante abbiano fatto della battaglia contro privilegi, sprechi e poltrone uno dei temi della propria azione politica.
I gruppi di opposizione annunciano ora di voler approfondire la vicenda e chiedere alla Giunta regionale spiegazioni sul fabbisogno di personale, sulle tempistiche scelte e sull’effettivo impatto economico delle assunzioni.
«Andremo fino in fondo e pretenderemo dalla Giunta tutti i chiarimenti necessari», assicurano i consiglieri, chiudendo con un nuovo affondo: «Gli umbri non possono diventare il bancomat della Giunta Proietti per finanziare nuove poltrone».






























