La presidente della Regione incontra comunità religiose, operatori sanitari e cittadini. Castelluccio punta sulla maxi piattaforma antisismica, ma resta aperta la sfida dei tempi della ricostruzione
Una visita dal forte valore istituzionale, ma anche simbolico. La presidente della Regione Umbria e vice commissario alla ricostruzione, Stefania Proietti, ha trascorso una giornata a Norcia e nelle sue frazioni per verificare lo stato di avanzamento della rinascita post terremoto e incontrare alcune delle realtà che rappresentano il cuore sociale, spirituale e civile del territorio.
Il tour è iniziato con gli incontri con le comunità benedettine. Alle suore è stata confermata l’imminente emanazione del decreto relativo al complesso monastico, mentre con i monaci il confronto si è concentrato sul ruolo che il monachesimo continua a svolgere in una città che ha fatto della spiritualità e dell’accoglienza uno dei propri tratti distintivi.
Un passaggio significativo è stato dedicato alla nuova Casa della Comunità di Norcia, recentemente entrata in funzione. Accompagnata dalla direttrice sanitaria Simona Marchesi, la presidente ha incontrato il personale della struttura per portare il sostegno della Regione a medici, infermieri e operatori impegnati in un presidio destinato a rafforzare la sanità territoriale in una delle aree più fragili dell’Umbria.
La ricostruzione è stata però il tema centrale della visita. Presso la sede di Afor, insieme al direttore regionale e coordinatore dell’Ufficio Speciale Ricostruzione Umbria, Gianluca Fagotti, Proietti ha incontrato tecnici e rappresentanti dei consorzi di Castelluccio. Nel borgo simbolo dei Sibillini procede infatti uno degli interventi più innovativi dell’intera ricostruzione italiana: il paese verrà ricostruito sopra una grande piattaforma antisismica dotata di isolatori, grazie a un investimento complessivo di 6,8 milioni di euro.
La giornata si è conclusa a San Pellegrino, dove la presidente ha incontrato i residenti per fare il punto sui progetti in corso e raccogliere direttamente osservazioni e richieste della popolazione.
Al termine della visita, Proietti ha ribadito che nessuna delle frazioni inserite nei piani attuativi sarà lasciata indietro e che Regione e Usr continueranno a monitorare ogni fase della ricostruzione.
Al di là delle dichiarazioni istituzionali, la visita della presidente Proietti assume un significato politico preciso. A quasi dieci anni dal terremoto del 2016, Norcia e le sue frazioni rappresentano ancora il banco di prova più importante per la capacità delle istituzioni di trasformare le promesse in risultati concreti.
La presenza della Regione sul territorio è un segnale positivo, così come l’attenzione verso la sanità di prossimità e le comunità religiose, che in questi anni hanno contribuito a mantenere vivo il tessuto sociale locale. Tuttavia, il vero giudizio arriverà dai tempi e dalla qualità della ricostruzione.
Castelluccio, con il suo progetto antisismico all’avanguardia, può diventare un modello internazionale di sicurezza e innovazione. Ma i cittadini chiedono soprattutto certezze: case, servizi e prospettive per i giovani. La sfida non è più soltanto ricostruire ciò che il sisma ha distrutto, ma rendere questi territori nuovamente attrattivi e vitali.
Per questo motivo il messaggio lanciato da Norcia è chiaro: la rinascita non può essere misurata soltanto in cantieri aperti o milioni investiti. Il vero successo sarà riportare popolazione, lavoro e fiducia in comunità che per troppo tempo hanno vissuto nell’attesa. Una sfida che oggi riguarda non solo Norcia, ma l’intera Umbria.
































