Il capogruppo della Lega accusa le giunte del “campo largo” di oscurantismo e rilancia la necessità di una variante stradale
“Proseguono come una maledizione gli incidenti stradali sul nodo di Perugia”. È un attacco frontale quello che il capogruppo della Lega in Assemblea legislativa dell’Umbria, Enrico Melasecche, rivolge alle attuali amministrazioni del cosiddetto “campo largo”, accusate di non ascoltare i comitati civici e di non affrontare con decisione l’emergenza viabilità nell’area di Ponte San Giovanni e Balanzano.
Secondo Melasecche, basta leggere gli ultimi interventi dei comitati cittadini per comprendere “il livello di esasperazione” raggiunto anche da elettori che avevano sostenuto l’attuale maggioranza. Il riferimento è al comunicato diffuso dal Comitato “Chi salverà Ponte San Giovanni?”, che critica duramente le recenti dichiarazioni di un amministratore comunale sull’ipotesi di puntare sul potenziamento ferroviario per alleggerire il traffico su gomma.
Nel testo del comitato si parla di “insipienza o presa in giro” rispetto all’idea che l’aumento della velocità dei treni possa incidere in maniera significativa sulla “quasi paralisi quotidiana” dei tre chilometri tra Collestrada e l’imbocco del raccordo per Bettolle. I cittadini sottolineano come, anche nella migliore delle ipotesi, il miglioramento del traffico ferroviario sottrarrebbe circa 5mila persone a un flusso veicolare stimato in 90mila unità tra auto e mezzi pesanti, con un impatto dunque marginale sulle code e sui disagi.
Il comitato ipotizza inoltre che dietro lo stop alla variante stradale vi siano “motivazioni ideologiche”, legate a un “ambientalismo cieco” che, a loro avviso, finirebbe per bloccare l’economia, accentuare l’isolamento della regione e compromettere la salute e la qualità della vita di chi vive e lavora nell’area interessata. Nel comunicato si denuncia anche l’assenza di confronto pubblico, assemblee e momenti di partecipazione, a fronte di promesse elettorali incentrate sull’ascolto dei cittadini.
“Non aggiungo una sola parola – afferma Melasecche – perché il testo rappresenta un grido di dolore e di protesta”. Il capogruppo leghista parla di una delusione diffusa tra chi aveva votato per l’attuale amministrazione, accusando le giunte di aver voltato le spalle alle comunità locali.
Infine, l’esponente della Lega lancia un monito: gli incidenti, sostiene, sono “statisticamente certi” in assenza di interventi strutturali e auspica che non si verifichino eventi mortali, perché in quel caso “la responsabilità sarebbe gravissima” per chi oggi si oppone alla realizzazione della variante.
Il nodo di Perugia torna così al centro del confronto politico regionale, tra richieste di nuove infrastrutture viarie e scelte orientate alla mobilità sostenibile, mentre i cittadini delle frazioni interessate continuano a chiedere soluzioni rapide a una situazione che definiscono non più tollerabile.












