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Nodino di Perugia, Filt Cgil: “Senza integrazione con tpl e ferro è una cattedrale nel deserto”

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Il segretario generale Ciro Zeno: “Non siamo contrari per principio, ma così non riduce il traffico. Serve un sistema intermodale con bus, treni e parcheggi di scambio”

La Filt Cgil Umbria esprime una netta contrarietà al progetto del Nodino di Perugia, giudicato “un’opera sterile, anacronistica e priva di utilità sistemica” se non inserita in una strategia integrata della mobilità. In un contesto europeo orientato alla sostenibilità, secondo il sindacato, l’Umbria rischia di inseguire modelli superati.

“Non è un ‘no’ ideologico – chiarisce il segretario generale Ciro Zeno –. Saremmo favorevoli se l’infrastruttura fosse parte di un sistema moderno e strutturato. Ma, così com’è, il Nodino non toglierà traffico: sposterà solo gli ingorghi”.

Secondo la Filt Cgil, l’ampliamento della rete stradale senza alternative competitive nel trasporto pubblico finisce per incentivare l’uso dell’auto. “L’evidenza urbanistica dimostra che più strade generano più traffico – prosegue Zeno –. Senza un cambio di paradigma, ne pagheranno le conseguenze cittadini, ambiente e lavoratori del settore”.

Il sindacato evidenzia come l’assenza di un sistema efficiente di trasporto pubblico continui a convogliare ogni giorno migliaia di veicoli verso il capoluogo. Da qui la richiesta di un cambio di rotta basato su una reale integrazione tra le modalità di trasporto.

Tra le proposte: sviluppo dell’intermodalità con parcheggi di scambio per intercettare i flussi veicolari, potenziamento della rete ferroviaria come “metropolitana regionale” e introduzione di un sistema tariffario unico tra bus e treni.

“Trattare le infrastrutture come compartimenti stagni è inefficace – conclude Zeno –. Serve una visione d’insieme: o si fa sistema, o il Nodino sarà un’occasione persa”. La Filt Cgil Umbria si dichiara disponibile a collaborare con le istituzioni mettendo a disposizione competenze tecniche per una pianificazione condivisa.