Home Perugia Nicolò Filippucci fa la storia: Corciano in festa, l’Umbria conquista Sanremo

Nicolò Filippucci fa la storia: Corciano in festa, l’Umbria conquista Sanremo

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A 19 anni vince tra le Nuove Proposte con “Laguna”: talento, studio e radici forti dietro il trionfo che accende l’orgoglio di un’intera regione

L’Ariston applaude, Corciano esplode di gioia, l’Umbria si riconosce in un ragazzo di diciannove anni che ha trasformato un sogno coltivato fin da bambino in una vittoria nazionale. Nicolò Filippucci è il vincitore delle Nuove Proposte di Sanremo 2026 e con la sua intensa Laguna ha scritto una delle pagine più emozionanti per la musica umbra degli ultimi anni.

Non è soltanto un successo televisivo. È il punto di arrivo – e insieme di partenza – di un percorso costruito con disciplina, studio e una sorprendente maturità artistica.

Nato a Castiglione del Lago nel 2006 e cresciuto a Corciano, Nicolò ha iniziato a suonare la chitarra a soli sette anni, spinto dalla passione trasmessagli dalla madre. A nove anni era già nel coro delle voci bianche del Conservatorio Morlacchi di Perugia.

Una formazione solida, lontana dalle scorciatoie, fatta di concorsi, palchi di provincia, studio costante e primi brani inediti. Dal premio al Cantagiro con Fingere al riconoscimento “Guerriero – Premio Città di Ronciglione” in onore di Marco Mengoni, fino all’esperienza internazionale a New York con NYCanta, dove ha conquistato il secondo posto: ogni tappa ha contribuito a costruire l’artista che oggi l’Italia conosce.

A Sanremo, guidato dal maestro Carmelo Patti, ha superato in semifinale l’altro umbro Blind e in finale ha avuto la meglio su Angelica Bove. Look total black, pantaloni glitterati, presenza scenica sicura ma mai artefatta: Filippucci ha convinto pubblico e televoto con un’interpretazione intensa, autentica, senza eccessi.

La festa a Corciano: “Ha vinto un territorio”

Mentre all’Ariston arrivava la proclamazione, a Ellera di Corciano, al Siesta, centinaia di persone seguivano l’esibizione davanti a un maxischermo. Amici, parenti, cittadini, amministratori comunali guidati dal sindaco Lorenzo Pierotti: un’intera comunità unita per sostenere uno dei suoi ragazzi.

All’annuncio della vittoria, l’esplosione di gioia è stata incontenibile. Bandiera biancorossa del Comune in alto, abbracci, lacrime, orgoglio.

Il sindaco ha parlato di “una comunità intera riunita a tifare un ragazzo eccezionale”, sottolineando come il sogno di Nicolò sia diventato patrimonio collettivo. Ed è forse proprio questa la chiave del momento: quando un giovane talento raggiunge certi traguardi, non è solo la sua affermazione personale, ma il riflesso di un territorio che sa educare, sostenere, credere.

La vittoria di Nicolò Filippucci non è un episodio isolato né un colpo di fortuna mediatico. È il risultato di una filiera culturale che funziona: famiglie che sostengono, istituzioni formative di qualità come il Conservatorio, realtà locali che offrono occasioni di esibirsi, amministrazioni che non restano a guardare.

In un’epoca in cui spesso si parla di giovani costretti ad andarsene per trovare spazio, la storia di Nicolò racconta altro: si può partire dall’Umbria, crescere artisticamente qui e poi portare il proprio talento nel mondo.

Sanremo è un trampolino, non un punto d’arrivo. Ora viene la parte più delicata: confermarsi, crescere, scegliere con intelligenza il proprio percorso artistico. Ma se la maturità mostrata sul palco dell’Ariston è un indizio, il futuro sembra avere contorni promettenti. Per una notte, l’Italia ha cantato Laguna.
Per molto più tempo, l’Umbria ricorderà l’emozione di aver visto uno dei suoi figli salire sul gradino più alto.