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Morti sul lavoro, l’Umbria in zona rossa

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Nel primo semestre 2025 i decessi registrati superano di quasi il doppio la media nazionale. In Italia, in quattro anni, le vittime sono cresciute dell’8,4%

L’Umbria si conferma tra le regioni italiane con il più alto tasso di morti sul lavoro. A evidenziarlo è l’ultimo report dell’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega, che analizza i dati INAIL relativi ai primi semestri dal 2022 al 2025. Nel periodo gennaio-giugno 2025, la regione registra circa 26 vittime ogni milione di occupati, contro una media nazionale di 15,1, collocandosi così nella cosiddetta “zona rossa”, riservata alle aree con rischio superiore del 25% rispetto alla media italiana. Peggio fa solo la Basilicata, con circa 40 decessi per milione di lavoratori.

A livello nazionale, il fenomeno mostra una tendenza in crescita: tra i primi semestri del quadriennio, il totale delle morti sul lavoro è passato da 463 nel 2022 a 502 nel 2025, segnando un aumento dell’8,4%. Crescono anche le morti in itinere, ossia durante il tragitto casa-lavoro (da 121 a 140), mentre quelle in occasione di lavoro sono salite da 342 a 362.

L’Osservatorio sottolinea l’importanza di considerare il tasso di incidenza — il rapporto tra vittime e popolazione occupata — piuttosto che i numeri assoluti. Questo spiega perché regioni più piccole come l’Umbria possano presentare valori più elevati rispetto a realtà più grandi, pur con un numero inferiore di decessi complessivi.

Chi corre più rischi
Dal report emergono anche i profili più vulnerabili. Gli over 65 risultano i più colpiti, con tassi di incidenza costantemente elevati lungo tutto il quadriennio, seguiti dai lavoratori tra i 55 e i 64 anni.

Per quanto riguarda la nazionalità, i lavoratori stranieri mostrano un aumento dei decessi, passati da 24 a 29,8 morti per milione tra il 2022 e il 2025, mentre quelli italiani registrano una leggera diminuzione (da 13,8 a 13,4).

I settori maggiormente a rischio rimangono le attività manifatturiere, le costruzioni, la sanità e assistenza sociale, il commercio e i trasporti/magazzinaggio. L’analisi evidenzia anche che i giorni con più incidenti mortali sono lunedì e martedì, con picchi superiori al 20% del totale.

Una priorità per la prevenzione
Secondo l’ingegner Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Vega, i dati umbri devono essere «messi al centro di ogni valutazione» per comprendere le criticità della sicurezza sul lavoro in Italia. La fotografia regionale evidenzia la necessità di interventi mirati, con programmi di prevenzione, formazione e controlli che considerino la specifica struttura produttiva e demografica dell’Umbria.