La Procura respinge la richiesta di accordo a tre anni per il 19enne accusato di istigazione al suicidio. Il 22 aprile si apre il dibattimento
Nessun accordo sulla pena e processo confermato davanti alla Corte d’assise di Perugia per la morte di Andrea Prospero, lo studente universitario di Lanciano trovato senza vita il 29 gennaio 2025 in una casa vacanze del centro storico.
La Procura, guidata da Raffaele Cantone, ha espresso parere negativo alla richiesta di patteggiamento a tre anni presentata dall’avvocato Alessandro Ricci per Emiliano Volpe, 19enne romano imputato per istigazione o aiuto al suicidio. La proposta è stata ritenuta non congrua rispetto alla valutazione dell’accusa, che in un precedente confronto tra le parti aveva indicato una pena più alta.
Venuto meno l’accordo, la Corte – presieduta dal giudice Angela Avila – ha disposto il prosieguo del procedimento con il dibattimento. Respinta l’eccezione sulla competenza territoriale, mentre resta da decidere sulla richiesta di esclusione delle parti civili, questione che sarà affrontata nella prossima udienza.
Il processo entrerà nel vivo il 22 aprile, quando saranno ascoltati i primi testimoni. Tra questi i familiari della vittima, assistiti dagli avvocati Carlo Pacelli, Francesco Mangano e Cinzia Bartolucci, oltre agli investigatori della squadra mobile di Perugia.
Secondo l’impianto accusatorio, l’imputato avrebbe incoraggiato Prospero attraverso messaggi, fornendo indicazioni sulle modalità del gesto. La morte sarebbe stata provocata dall’assunzione volontaria di un mix di farmaci. La sentenza è prevista entro l’estate.




























