L’inchiesta punta su canna fumaria, impianto termico e possibile diffusione del gas attraverso il condizionatore
Una morte in una camera d’albergo, una musicista salvata dopo una grave intossicazione e una serie di interrogativi ai quali l’inchiesta dovrà ancora dare risposta. È questo il quadro della tragedia avvenuta all’Hotel Fortuna di Perugia, dove il contrabbassista Davide La Rosa, 54 anni, è stato trovato morto nella camera 305, mentre la compagna Tao Huang è stata soccorsa in condizioni gravissime per un’intossicazione da monossido di carbonio.
Dall’ospedale di Ravenna arrivano ora segnali incoraggianti. La violoncellista, originaria di Taiwan, ha lasciato la terapia intensiva ed è stata trasferita in un altro reparto, dove resterà sotto osservazione.

La musicista è vigile, parla ed è assistita anche da un’équipe di psicologi. Il miglioramento delle sue condizioni non chiude tuttavia il capitolo sanitario: i medici dovranno verificare con ulteriori esami se l’esposizione al monossido abbia provocato conseguenze a medio o lungo termine.
La morte di Davide La Rosa e il mistero del gas nella stanza
Il cuore della vicenda resta però l’inchiesta sulla morte di Davide La Rosa e sulla presenza di una quantità potenzialmente letale di monossido all’interno della stanza occupata dalla coppia. Gli esami autoptici avrebbero evidenziato livelli molto elevati di monossido nel sangue del musicista, un dato che rafforza l’attenzione degli investigatori sulla dinamica della diffusione del gas.
La domanda centrale è una: come ha fatto il monossido a raggiungere e saturare la camera 305? I vigili del fuoco torneranno all’interno dell’hotel per nuovi accertamenti tecnici. Tra gli elementi finiti sotto esame c’è la presenza di un secondo foro individuato nella stanza, in prossimità del condizionatore.
Una delle ipotesi al vaglio è che il gas possa essersi propagato nell’ambiente anche attraverso lo split dell’impianto di climatizzazione. Saranno però gli accertamenti tecnici a dover stabilire se esista realmente un collegamento tra quel passaggio e la concentrazione di monossido rilevata nella camera.

Canna fumaria e caldaia sotto la lente degli investigatori
Le verifiche riguardano anche la canna fumaria e l’impianto termico dell’albergo. Gli investigatori dovranno accertare l’origine di una possibile falla nel sistema di scarico dei fumi e chiarire quanta quantità di monossido possa essere stata prodotta dalla caldaia.
Sono passaggi considerati decisivi per ricostruire il percorso del gas e capire se la dispersione sia stata improvvisa o se vi fossero condizioni in grado di favorirne la propagazione verso le camere. Tutti gli elementi raccolti confluiranno in una relazione tecnica destinata alla Procura.
L’impianto era stato controllato un mese prima
Secondo quanto emerso, l’impianto termico sarebbe stato controllato circa un mese prima della tragedia e in quella occasione non sarebbero state rilevate anomalie. Un elemento che dovrà essere confrontato con quanto scoperto dopo la morte di La Rosa.
Il legale della famiglia della vittima ha inoltre richiamato l’attenzione su una presunta anomalia della condotta di scarico dei fumi e sulla sua collocazione rispetto alle camere dell’albergo. Anche questo punto sarà sottoposto a verifiche.
Due indagati per omicidio colposo e lesioni colpose
La Procura procede al momento per le ipotesi di omicidio colposo e lesioni colpose. Nel registro degli indagati risultano iscritti il gestore e il titolare dell’Hotel Fortuna. Si tratta di iscrizioni legate agli accertamenti in corso e che, allo stato, non equivalgono a un accertamento di responsabilità.
Il quadro potrebbe comunque cambiare dopo il deposito delle consulenze tecniche. L’obiettivo degli inquirenti è ricostruire ogni passaggio: dall’origine del monossido al percorso seguito dal gas, fino alle cause che hanno trasformato una stanza d’albergo nel luogo di una tragedia.
Intanto, mentre Tao Huang continua il suo percorso di recupero, resta aperto il fronte giudiziario sulla morte di Davide La Rosa. Le prossime verifiche tecniche saranno decisive per comprendere che cosa sia realmente accaduto all’interno dell’Hotel Fortuna di Perugia.





























