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Minorenne spara dal balcone con un fucile softair: denunciato

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Gli agenti intervengono dopo le segnalazioni dei residenti: sequestrato un arsenale di repliche e accertamenti in corso su episodi simili avvenuti nei giorni scorsi

Un minorenne è stato sorpreso a sparare con un fucile softair dal balcone di un’abitazione nel quartiere di Elce. L’intervento della polizia è scattato dopo la segnalazione di alcuni residenti che hanno visto il giovane esplodere colpi con un’arma a pallini di plastica verso la strada, mettendo a rischio chiunque si trovasse a passare.

Gli agenti della Squadra Mobile, una volta arrivati sul posto, hanno individuato l’appartamento da cui provenivano gli spari. All’interno si trovavano tre ragazzi, tutti minorenni. Uno di loro ha ammesso di aver sparato dalla finestra e ha consegnato spontaneamente agli agenti un vero e proprio arsenale di softair: cinque fucili, due pistole, undici caricatori e migliaia di pallini di varie dimensioni e colori. Tutto il materiale è stato sequestrato.

Il giovane è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni con l’accusa di getto pericoloso di cose. La polizia sta inoltre verificando se lo stesso ragazzo possa essere coinvolto in altri episodi simili avvenuti nei giorni scorsi nel quartiere di Ponte d’Oddi, dove erano stati segnalati colpi sparati con armi softair contro passanti e abitazioni, oltre al danneggiamento del finestrino di un’auto con a bordo una donna e la figlia, episodio che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.L’episodio evidenzia ancora una volta quanto l’uso improprio delle armi softair – seppur non letali – possa trasformarsi in un comportamento estremamente pericoloso, soprattutto quando coinvolge minorenni. Sparare da un balcone verso la strada non è un gioco, ma un gesto che può creare panico, causare ferite e, come dimostra il caso di Ponte d’Oddi, persino sfiorare tragedie.

Colpisce la quantità di materiale sequestrato: un arsenale che, nelle mani di ragazzi non adeguatamente controllati, può diventare strumento di azioni irresponsabili. È un segnale che chiama in causa non solo i diretti protagonisti, ma anche il contesto familiare ed educativo.

La denuncia e le verifiche in corso rappresentano un passo necessario, ma l’episodio suggerisce l’urgenza di un intervento preventivo: più informazione ai giovani sui rischi, maggiore attenzione da parte degli adulti e controlli capillari per evitare che situazioni simili possano ripetersi con conseguenze più gravi.