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Mercato immobiliare a Perugia: prezzi accessibili e domanda in crescita

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Domanda in fermento, prezzi ancora contenuti e progetti di riqualificazione: il capoluogo umbro è tra le città intermedie che crescono con equilibrio

Non solo Milano, Roma o Bologna. In Italia esiste un mondo fatto di città intermedie che, lontano dai riflettori, stanno vivendo una stagione di espansione immobiliare. È il caso di Perugia, che negli ultimi dieci anni ha registrato un aumento delle compravendite del 67%. Un dato che la colloca tra le realtà urbane più dinamiche della penisola, nonostante un andamento dei prezzi meno brillante rispetto ad altri centri.

Secondo un’analisi del Centro Studi di Abitare Co., società specializzata nelle nuove residenze, il capoluogo umbro si sta ritagliando un ruolo di primo piano in un panorama nazionale sempre più attento alle medie dimensioni, alla vivibilità e alla sostenibilità.

Un mercato vivace ma ancora accessibile

Nel 2024, il prezzo medio di vendita di un’abitazione nuova o completamente ristrutturata a Perugia si attesta intorno ai 1.925 euro al metro quadro, con valori che spaziano da poco sopra i 1.000 euro/mq nelle zone periferiche fino a 2.800 euro/mq in quelle più centrali o di pregio. La crescita dei prezzi, pari al +10,8% rispetto al 2014, è contenuta ma significativa, soprattutto se confrontata con l’andamento generale del mercato nelle città di pari dimensione.

Questi numeri raccontano di un mercato ancora accessibile, lontano dai picchi di città come Verona o Bergamo, ma in grado di offrire buone opportunità a giovani famiglie, investitori e acquirenti in cerca di una prima o seconda casa.

Le ragioni di un’espansione silenziosa

A fare da motore alla domanda abitativa a Perugia ci sono vari elementi: la forte presenza universitaria, che anima il mercato delle locazioni; un rinnovato interesse per la seconda casa, complice la bellezza del territorio e la qualità della vita; e la spinta dello smart working, che ha rimescolato le carte portando molti lavoratori a scegliere città meno affollate e più vivibili rispetto ai grandi centri urbani.

Ma c’è anche un altro fattore da non sottovalutare: il processo di rigenerazione urbana. Perugia è infatti tra le città beneficiarie dei fondi del PINQuA – Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare, con circa 30 milioni di euro destinati a progetti di riqualificazione urbana, ora integrati nel PNRR. Un’iniezione di risorse che si tradurrà in nuovi alloggi, servizi e spazi pubblici, con ricadute importanti sull’attrattività e sul valore immobiliare della città.

Come si posiziona Perugia rispetto alle “pari grado”

Il confronto con le altre nove città intermedie analizzate da Abitare Co. è illuminante. Perugia è una delle realtà che ha visto crescere di più il numero di compravendite negli ultimi dieci anni: meglio hanno fatto solo città come L’Aquila (+94%), Novara (+81%) e Bergamo (+80%). Sul fronte dei prezzi, però, la città umbra si colloca nella fascia bassa, superata nettamente da realtà come Verona, dove i valori sono aumentati del +41,2%, e da città come Parma, Padova e Modena, tutte con crescite sopra il 25%.

Questi dati suggeriscono una duplice lettura: da un lato Perugia ha ancora ampio margine di crescita, con un mercato che non ha ancora raggiunto il suo pieno potenziale; dall’altro, la sua accessibilità economica può rappresentare oggi un vantaggio competitivo importante per attrarre nuovi residenti e investitori.

Una città in equilibrio tra tradizione e trasformazione

Perugia si conferma quindi come una città in trasformazione, capace di mantenere le sue radici storiche e culturali, ma allo stesso tempo di guardare al futuro con strumenti concreti. Il suo mercato immobiliare, pur meno “spettacolare” di quello di altre città, si muove con stabilità, sostenibilità e continuità. Ed è proprio questa coerenza a renderla una scommessa interessante in un panorama abitativo nazionale sempre più frammentato.

In un’Italia che riscopre il valore delle città di medie dimensioni, Perugia potrebbe rivelarsi una delle protagoniste silenziose, ma solide, della nuova geografia immobiliare del Paese.