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Meningite da virus Toscana, due pazienti ricoverati a Città di Castello: condizioni stabili

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I ricoveri riguardano due uomini dell’Altotevere. L’infezione è trasmessa dai pappataci e non si diffonde da persona a persona

Due casi di meningite causata dal virus Toscana sono stati registrati all’ospedale di Città di Castello, dove due uomini sono attualmente ricoverati nel reparto di Neurologia. Entrambi sono in condizioni stabili e, secondo le informazioni disponibili, non sarebbero in pericolo di vita.

Uno dei pazienti è un 35enne residente a Sansepolcro, mentre il secondo è un uomo di circa 60 anni residente nel territorio dell’Altotevere. I due episodi non risulterebbero collegati tra loro.

Il virus Toscana (Tosv) è un arbovirus trasmesso dalla puntura dei flebotomi, insetti meglio conosciuti come pappataci. Si tratta di una forma di meningite virale diversa da quella batterica: il contagio non avviene tra persone, ma esclusivamente attraverso la puntura dell’insetto vettore.

Nella maggior parte dei casi l’infezione decorre senza sintomi o provoca disturbi lievi, come febbre, cefalea, nausea e vomito. Solo in una piccola percentuale di pazienti il virus può interessare il sistema nervoso centrale, causando meningite o meningoencefalite e rendendo necessario il ricovero.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, i casi di infezione da virus Toscana si concentrano prevalentemente tra giugno e ottobre, in coincidenza con il periodo di maggiore attività dei pappataci. Per ridurre il rischio di punture è consigliato utilizzare repellenti, indossare abiti che coprano braccia e gambe nelle ore serali e proteggere le abitazioni con zanzariere a maglia fitta.