La sentenza riguarda una vicenda precedente rispetto al tentato omicidio avvenuto a maggio. Disposto anche il risarcimento alla vittima
È stato condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione Mohamed El Messaoudi, il 43enne marocchino finito al centro delle cronache dopo la brutale aggressione alla moglie avvenuta lo scorso maggio a bordo di un autobus di linea. L’uomo, attualmente detenuto per quella vicenda, è stato giudicato per un diverso episodio di violenza domestica risalente ad alcune settimane prima.
La sentenza è arrivata al termine di un procedimento celebrato con rito abbreviato e riguarda l’accusa di maltrattamenti nei confronti della moglie. I fatti contestati si riferiscono a un’aggressione avvenuta all’interno dell’abitazione familiare all’inizio di aprile, quando la donna fu costretta a ricorrere alle cure mediche dopo una lite degenerata in violenza.

L’intervento delle forze dell’ordine portò all’avvio dell’indagine e successivamente al processo conclusosi con la condanna del 43enne. Oltre alla pena detentiva, il tribunale ha riconosciuto alla vittima un risarcimento per i danni subiti.
Si tratta di una vicenda distinta rispetto a quella che ha portato l’uomo in carcere e che sarà oggetto di un separato procedimento giudiziario. Secondo l’accusa, nel maggio scorso El Messaoudi avrebbe tentato di uccidere la moglie colpendola ripetutamente con un martello mentre la donna si trovava a bordo di un autobus.
La condanna pronunciata nei giorni scorsi rappresenta dunque il primo esito processuale nei confronti del 43enne e riguarda esclusivamente gli episodi di maltrattamenti contestati prima della più recente e grave aggressione che ha scosso l’intera comunità.































