Dati interessanti emergono dal focus group promosso da Isnart, Unioncamere e la Camera di Commercio dell’Umbria
Il Rapporto Isnart 2025 evidenzia forti disuguaglianze territoriali: le 124 aree interne italiane comprendono quasi 2.000 comuni con 4,5 milioni di abitanti, ma soffrono di spopolamento, invecchiamento demografico e fragilità economica.
Nonostante ciò, la Valnerina si distingue per la tenuta del tessuto produttivo e turistico. Le sue imprese, prevalentemente familiari, femminili e giovanili, sono radicate nei settori agricolo e agroalimentare, con un’elevata vocazione biologica e una forte integrazione con il turismo rurale. L’area presenta una Superficie Agricola Utilizzata sopra la media e un alto numero di agriturismi e prodotti certificati.
Sul piano turistico, la Valnerina mostra dati in crescita: 19,2 presenze per abitante (contro 7,4 della media nazionale) e un tasso di occupazione dei posti letto tra i più alti d’Italia, anche se la capacità ricettiva e le infrastrutture restano limitate.
Il Rapporto propone di rafforzare servizi di prossimità, digitalizzazione e reti tra imprese, oltre a creare un “Marchio Valnerina” per valorizzare prodotti e ospitalità locali. La direzione è quella di trasformare la resilienza del territorio in crescita sostenibile, puntando su innovazione, autenticità e coesione.
Dal punto di vista economico, la Valnerina rappresenta un modello di microeconomia territoriale resiliente, capace di mantenere una base produttiva solida nonostante le criticità strutturali (spopolamento, isolamento, fragilità infrastrutturale).
* Agricoltura e filiere corte: il peso del settore primario (20% del valore aggiunto agricolo nazionale nelle aree interne) e la diffusione di pratiche biologiche generano valore locale ad alto moltiplicatore, anche se su scala ridotta.
* Turismo esperienziale: il buon equilibrio tra domanda e capacità di accoglienza suggerisce margini di espansione economica, specialmente se accompagnati da investimenti in ricettività, mobilità e connessione digitale.
* Capitale umano e imprenditoriale: la presenza di giovani e donne nelle imprese locali è un indicatore di innovazione sociale; tuttavia, il rischio è la fuga di competenze se mancano servizi e opportunità continuative.
* Marchio territoriale: l’idea del “Marchio Valnerina” può favorire sinergie di rete, rafforzando il branding territoriale e stimolando export e turismo integrato.
In sintesi, la Valnerina è un caso virtuoso ma fragile: la sua sostenibilità economica dipende dalla capacità di trasformare il patrimonio naturale e culturale in valore aggiunto stabile, attraverso politiche mirate, investimenti infrastrutturali e innovazione nelle filiere rurali e turistiche.
Articolo realizzato con la redazione Quotidiano dell’Umbria












