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Quattro milioni di euro per i giovani under 35

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La Regione punta sull’occupazione giovanile con il programma T.e.c.o.: 1,25 milioni destinati alle aree interne. Percorsi di quattro mesi, estendibili a sei per le persone fragili. L’avviso pubblico è atteso entro settembre


La regione dell’Umbria ha deliberato una dotazione finanziaria di quattro milioni di euro per il programma T.e.c.o. – Tirocini extra-curriculari per l’occupazione, la misura è rivolta agli under 35 e finanziata nell’ambito del Programma regionale Umbria FSE+ 2021-2027.

La Giunta regionale ha approvato i criteri di selezione dell’avviso pubblico, che dovrebbe essere pubblicato entro settembre 2026. Un intervento che prova ad affrontare uno dei passaggi più difficili per molti giovani: trasformare formazione e competenze in una prima esperienza concreta all’interno di un’impresa.

Chi può partecipare

La misura è destinata ai giovani tra i 18 e i 34 anni, residenti o domiciliati in Umbria, iscritti ai Centri per l’impiego regionali e che abbiano sottoscritto un patto di servizio da non oltre 12 mesi. I tirocini avranno una durata di quattro mesi, con la possibilità di arrivare a sei mesi nel caso di soggetti fragili, persone con disabilità o prese in carico dai servizi sociali. L’attività prevista sarà compresa tra 30 e 36 ore alla settimana, con un limite massimo di otto ore giornaliere.

Indennità di 600 euro al mese

Uno degli elementi centrali dell’intervento è l’indennità riconosciuta ai partecipanti: 600 euro lordi mensili. L’erogazione sarà effettuata da un soggetto pagatore individuato da Arpal Umbria, con pagamento bimestrale posticipato. Per ricevere l’indennità sarà necessario raggiungere almeno il 70% delle presenze mensili previste.

Al termine del percorso, ai giovani che avranno frequentato almeno il 70% della durata complessiva sarà rilasciata anche un’attestazione delle competenze acquisite.

Oltre un milione di euro per le aree interne dell’Umbria

Dei 4 milioni complessivamente disponibili, 1 milione e 250mila euro viene riservato ai giovani residenti nelle cinque aree interne della regione.Sono interessati il Sud Ovest Orvietano, Nord Est Umbria, Valnerina, Unione dei Comuni del Trasimeno e Media Valle del Tevere, con una dotazione di 250mila euro per ciascuna area.

Una scelta significativa perché porta il tema dell’occupazione giovanile anche nei territori nei quali distanza dai principali centri, minore presenza di imprese e ridotte opportunità professionali possono rendere più difficile l’ingresso nel mercato del lavoro.

«I tirocini extra-curriculari – spiega l’assessore regionale alle Politiche del lavoro Francesco De Rebotti – rappresentano un ponte fondamentale tra formazione e lavoro, soprattutto in un contesto economico che richiede competenze sempre più specifiche e aggiornate».

L’obiettivo dichiarato è anche quello di valorizzare i talenti presenti sul territorio, con particolare attenzione alle aree interne.

«Con l’approvazione di questi criteri – aggiunge De Rebotti – l’Umbria conferma il proprio impegno concreto per l’occupazione giovanile, offrendo strumenti efficaci per accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita professionale. Invitiamo le imprese umbre a cogliere questa opportunità, contribuendo insieme a costruire un futuro più solido per le nuove generazioni».

Le imprese presenteranno le domande

Sul piano operativo sarà l’impresa ospitante, oppure un soggetto delegato, a presentare la domanda per l’attivazione del tirocinio. Sono esclusi dalla possibilità di presentarla i Centri per l’impiego. La richiesta dovrà essere accompagnata da una convenzione e da un progetto formativo individuale sottoscritti dall’impresa, dal soggetto promotore e dal tirocinante. Le domande saranno valutate in ordine cronologico di arrivo, fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

Quattro milioni sono un investimento, la vera sfida viene dopo

Mettere 4 milioni di euro sull’occupazione dei giovani umbri è un segnale importante, soprattutto se una parte consistente delle risorse viene indirizzata verso le aree interne. Il tirocinio può infatti rappresentare quel primo accesso al lavoro che spesso manca a chi ha terminato gli studi ma non possiede ancora l’esperienza richiesta dalle aziende.

C’è però un punto che sarà decisivo per misurare il successo di T.e.c.o.: quanti di questi percorsi riusciranno a trasformarsi in opportunità occupazionali più stabili? Il valore di un tirocinio non può essere misurato soltanto attraverso il numero delle esperienze attivate o delle risorse spese. A fare la differenza saranno la qualità dei progetti formativi, le competenze realmente acquisite dai ragazzi, il coinvolgimento delle imprese e, soprattutto, ciò che accadrà dopo i quattro mesi.

La scelta di destinare 1,25 milioni alle aree interne aggiunge un ulteriore elemento di interesse. In territori segnati anche dalla difficoltà di trattenere le nuove generazioni, creare occasioni professionali significa intervenire non soltanto sul lavoro, ma sulla stessa capacità delle comunità di mantenere giovani, competenze e prospettive.

Il banco di prova, quindi, arriverà con l’attuazione. I 4 milioni rappresentano il punto di partenza: il risultato più importante sarà capire quanto questo investimento riuscirà a diventare lavoro vero per i giovani umbri.